In California è iniziato e uno dei processi più importanti mai affrontati da Meta (la società che controlla Facebook e Instagram). Quattro stati – California, Colorado, Kentucky e New Jersey — puntano il dito contro l’azienda chiedendo miliardi di dollari di danni e modifiche profonde alle modalità con le quali l’azienda gestisce le proprie piattaforme.

L’accusa più importante riguarda il modo in cui Meta avrebbe progettato intenzionalmente Facebook e Instagram, social pensati catturare l’attenzione dei giovani, mantenerli sulle piattaforme il più a lungo possibile e raccogliere i loro dati, minimizzando allo stesso tempo i rischi associati all’utilizzo di tali servizi.

Le accuse degli ex dipendenti e la sicurezza dei minori

La prima bordata a Zuckerberg è arrivata da Arturo Béjar, ex collaboratore del gruppo, in passato responsabile del team Protect and Care che si è occupato delle funzionalità del prodotto e di strumenti interni.

Bejar ha parlato della sua esperienza in Meta evidenziando “una cultura aziendale che considerava la sicurezza dei bambini secondaria rispetto alla crescita e al coinvolgimento su Facebook e Instagram”, spiegando che Mark Zuckerberg, co-fondatore e CEO dell’azienda, è coinvolto attivamente nel processo decisionale e che a lui spettava l’ultima parola su eventuali modifiche da apportare alle piattaforme.