Caricamento player

Bogotá, la capitale della Colombia, è famosa per i suoi murales: ce ne sono tantissimi e un po’ dappertutto, anche perché il comune incoraggia e tutela il lavoro degli artisti di strada. Diversi artisti e artiste della città, come Bastardilla, Pez Barcelona o Chirrete Golden, sono conosciuti e apprezzati anche a livello internazionale. È una situazione molto diversa da quella che c’era fino a circa 15 anni fa, quando i murales erano poco diffusi e venivano considerati un atto di vandalismo. Le cose cominciarono a cambiare quando la polizia uccise un artista adolescente e cercò di depistare le indagini, creando enormi polemiche.

Un motociclista passa davanti a un murale nel centro di Bogotá, nel febbraio del 2026 (AP/Fernando Vergara)

A Bogotá si sono stabiliti anche artisti stranieri, e in centro vengono organizzate visite turistiche per chi vuole farsi un’idea delle opere più famose. L’amministrazione locale sostiene gli artisti e il loro lavoro, la polizia è perlopiù tollerante ed è comune che chi ha un’attività commerciale chieda a un artista di abbellirla con un disegno.

Dal 2016 il comune finanzia un programma per sviluppare l’arte urbana, Distrito Grafiti. È stato ideato da un’amministrazione progressista, ma negli anni è stato mantenuto anche da sindaci di diverso orientamento politico (l’attuale sindaco è Carlos Fernando Galán, del partito politico centrista Nuevo Liberalismo). Tra le altre cose prevede finanziamenti per gli artisti, corsi per chi vuole imparare e festival periodici, e ha portato alla realizzazione di più di 600 opere. Ognuno dei 20 distretti in cui la città è suddivisa ha una propria “Mesa Distrital”, un gruppo di coordinamento tra l’amministrazione locale e gli artisti, per realizzare e mantenere opere d’arte.