Il castello di carte della narrazione ufficiale sul Covid, eretto a difesa della gestione pandemica, è definitivamente crollato: David Morens, storico braccio destro e consigliere senior di Anthony Fauci, si è dichiarato colpevole davanti alla corte federale del Maryland di associazione a delinquere finalizzata a truffare gli Stati Uniti e a violare il Freedom of Information Act (Foia) e il Federal Records Act.
Lo scienziato ha ammesso di aver nascosto comunicazioni governative per ostacolare le indagini sulle origini della pandemia. La favoletta dell’origine naturale del Covid, confezionata nei salotti della sanità globale per coprire i legami incestuosi con i laboratori cinesi, ha perso uno dei suoi registi più fedeli.
Per anni, le istituzioni sanitarie globali e i grandi canali d’informazione avevano liquidato l’ipotesi di una fuga dal laboratorio di Wuhan come una bizzarra teoria del complotto, isolando e censurando chiunque osasse sollevare dubbi.
Il caso Morens e le email nascoste su Fauci
Oggi, i verbali del Dipartimento di Giustizia americano raccontano un’altra storia: Morens ha ammesso di aver occultato e distrutto sistematicamente email e documenti pubblici relativi ai finanziamenti per le ricerche sui coronavirus a Wuhan, utilizzando account Gmail privati per aggirare le leggi sulla trasparenza.













