Si chiude con una condanna all’ergastolo la parabola di Hui Ka Yan, fondatore ed ex presidente di China Evergrande Group. Un tempo l’uomo più ricco d’Asia con un patrimonio stimato di 45,3 miliardi di dollari, l’ex magnate dell’immobiliare è stato condannato a vita dal tribunale di Shenzhen per una serie di reati finanziari che includono corruzione, frode e falsificazione di informazioni contabili.

Come riportato da Forbes, oltre alla pena detentiva, la corte ha disposto la confisca di tutti i beni personali di Hui e inflitto sanzioni pecuniarie pesantissime: 8,82 miliardi di yuan (circa 1,3 miliardi di dollari) all’ormai ex colosso immobiliare e altri 7 miliardi di yuan alla sua controllata onshore. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, l’entità delle frodi è stata definita “eccezionalmente grande”, avendo causato un danno economico e sociale di proporzioni incalcolabili.

Insieme a Hui Ka Yan, il tribunale ha inflitto pene da 22 mesi a 18 anni di carcere ad altre 56 persone coinvolte nel dissesto della società, tra cui figurano anche i due figli del fondatore, Xu Tenghe e Xu Zhijian.

Un’impalcatura di conti truccati

La sentenza rappresenta il capitolo finale di una vicenda giudiziaria e finanziaria i cui nodi erano venuti al pettine già da tempo. Il fondatore di Evergrande era stato infatti travolto dalle indagini sulle irregolarità contabili del gruppo, emerse in tutta la loro gravità nei mesi scorsi.