Gianandrea Gaiani direttore di Analisi Difesa non ha dubbi sulla possibilità da parte dell’Iran di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, come riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. «È solo un avvertimento politico all’Europa - spiega Gaiani - per costringerla a prendere le distanze in maniera netta dagli Usa sul conflitto contro Teheran, l’Iran non ha interesse ad allargare la guerra».Dunque Gaiani, è realistica la minaccia iraniana all’Europa o è solo uno strumento di negoziazione?«È un avvertimento politico all’Europa, l’Iran non ha interesse ad allargare il conflitto. L’Italia, la Bulgaria e altre nazioni non hanno affiancato gli Stati Uniti nella guerra al regime di Teheran. Lo scopo della minaccia è ottenere dall’Europa il suo distanziamento dagli Usa e che le sue basi non vengano usate nella guerra in Medio Oriente».Chi all’interno del regime può spingere per aprire un fronte anche con l’Europa?«Penso non ci sia una volontà concreta da parte dei pasdaran e dell’ala più intransigente in Iran. Il regime ha già avuto un successo militare nel Golfo dove si è assistito a un ridimensionamento degli americani. Washington non ha infatti intenzione di ricostruire le sue basi distrutte nell’area. Lo scopo è creare un solco tra Europa e Stati Uniti».Quanto potrebbe durare l’attacco se eventualmente ci sarà?«Sarebbe un attacco dimostrativo con testate manovrabili a medio raggio come quelle utilizzate contro Israele e la Giordania. Si risolverebbe la questione probabilmente come avvenuto dopo il blitz ucraino nel Mar Caspio contro i cargo iraniani diretti in Russia. È stato dichiarato un errore da parte di Kiev e si è chiusa così la partita».Come potrebbe reagire la Nato?«Bisogna precisare che quella dell’Iran sarebbe una risposta difensiva e avverrebbe soltanto nel caso in cui ci fosse una nuova guerra ad alta intensità da parte di Washington. La Nato finora è rimasta estranea al conflitto. Non penso siano realistiche conseguenze di questo tipo».Potrebbero essere colpite anche le basi statunitensi in Italia?«Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che non si può escludere nessuna ipotesi in via di principio. Comunque è la base di Sigonella ad avere l’esposizione maggiore, da lì decollano i droni americani da ricognizione disarmati che fanno da spola con le basi americane in Medio Oriente».Secondo lei la notizia data dal Financial Times che scopo può avere?«Quello del Financial Times è sicuramente uno scoop di successo. L’unica volontà dell’Iran ora è, considerando la crisi economica a causa del blocco dello Stretto Hormuz, approfittare della debolezza degli Stati Uniti e fare un gioco pesante.Convincere gli alleati europei a smarcarsi dagli Stati Uniti. La vittoria massima per l’Iran sarebbe ottenere una condanna da parte dell’Europa della guerra all’Iran, è il più agognato obiettivo politico del regime».
“I falchi del regime vogliono scavare un solco tra noi e gli States”
Parla Gianandrea Gaiani: “La vittoria massima per l’Iran sarebbe ottenere una condanna da parte dell’Europa della guerra all’Iran”











