Un rampone o una giacca colorata che spuntano dal ghiaccio sono ormai occorrenze normali per chi scala. Quando un alpinista si è ritrovato davanti a due cadaveri affioranti dal ghiacciaio Trift, in scioglimento per l’aumento delle temperature, ha così avvertito subito la polizia.
I due corpi sono stati trasportati dal pendio della Svizzera meridionale, a sud di Berna, non lontano dalla frontiera italiana, fino all’istituto di medicina legale di Sion per l’identificazione.
Gli alpinisti sorpresi dalla tempesta
L’identità che ne è emersa è quella di due alpinisti belgi di 39 e 41 anni. Avevano perso la vita sulle Alpi nel 1992, ben 34 anni fa. Partiti la mattina del 4 settembre dal rifugio Weissmies, erano stati sorpresi da una tempesta e non avevano mai raggiunto la loro meta intermedia, il rifugio Almagaller, né quella finale, la vetta del monte Weissmies a 4mila metri di quota.
I soccorritori li avevano cercati per settimane. Uno zaino era riemerso dalla neve. Oggi la fusione dei ghiacciai ha riportato in superficie i loro corpi. Nella giacca avevano i documenti di identità. Ai familiari in Belgio è stato chiesto di fornire anche un campione di Dna per l’identificazione definitiva, che è avvenuta oggi.







