Nuove sperimentazioni di fitorisanamento nella Mosella

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Roma, 20 ago. (askanews) – Le piante come antidoto ai veleni dei siti industriali del passato: si chiama fitorisanamento, e sfrutta un’altra delle straordinarie proprietà del regno vegetale – come ad esempio quella delle aree verdi e boschive di contrastare i cambiamenti climatici, che sta facendo sì che molte città e zone urbane sviluppino piani di massiccio aumento dell’alberatura e dei parchi. Così tra gli altiforni in disuso di Uckange, vestigia dell’industria siderurgica della Mosella in Francia, sono in corso nuove sperimentazioni con questo metodo naturale per bonificare i terreni saturi di idrocarburi e metalli.

Per quanto riguarda i primi, l’agente vegetale è il Miscanthus giganteus, anche noto come erba elefante, come spiega Sonia Henry, professoressa dell’Università della Lorena Iut di Thionville-Yutz: “La sua azione consiste nello stimolare i microrganismi, ed è proprio grazie ai microrganismi presenti nel suolo che avverrà la degradazione degli inquinanti a base di carbonio. Di conseguenza, si avrà una riduzione dei livelli di questi inquinanti nel suolo e, soprattutto, gli inquinanti non raggiungeranno le parti aeree della pianta, il che ci consentirà di utilizzare questa pianta in diversi modi: cercheremo di valorizzare tutta la biomassa prodotta in questo sito”.