I malviventi si sono introdotti nella struttura con un camion, staccando il quadro elettrico e smontando l'imponente macchinario senza essere notati dalla vigilanza. L'amarezza della sindaca Scarcella

Un raid condotto con sconcertante audacia ha messo in ginocchio i servizi sanitari della Piana di Gioia Tauro. Nella notte di Ferragosto, un gruppo di malviventi si è introdotto all’interno del perimetro dell’ospedale civile “Giovanni XXIII” riuscendo a trafugare il motore di alimentazione dell’impianto di condizionamento a servizio del laboratorio di analisi. L’imponente macchinario, dal peso di circa trecento chilogrammi, è stato smontato e sottratto previa disattivazione del quadro elettrico principale e svuotamento del gas refrigerante. Secondo le prime ricostruzioni, la banda avrebbe utilizzato un automezzo di pesanti dimensioni per varcare gli ingressi del nosocomio e caricare la refurtiva prima di far perdere ogni traccia.

Lo sdegno delle istituzioni e il nodo della sicurezza

Sulla vicenda è intervenuta con parole di duro sdegno la prima cittadina di Gioia Tauro, Simona Scarcella, che ha espresso forte preoccupazione per le modalità con cui l’azione criminosa è stata portata a termine. “Mi è stato riferito da alcuni dipendenti dell’ospedale civile Giovanni XXIII di Gioia Tauro che nella notte nella notte di ferragosto, qualcuno si è introdotto all’interno dell’ospedale cittadino evidentemente con un automezzo di grosse dimensioni, quindi presumibilmente un camion è entrato nei locali dell’ospedale, ha staccato un interruttore, un quadro elettrico è entrato nella stanza nella quale vi era il motore di alimentazione dell’impianto di condizionamento del laboratorio di analisi motore che pesa circa 300 kg, ha tolto il gas, ha prelevato il motore, l’ho caricato sul camion, se l’è portato via e nessuno si è accorto di nulla” ha dichiarato la sindaca, definendo l’accaduto “allucinante”. L’episodio solleva pesanti interrogativi sull’efficacia dei controlli attivi nel presidio e sulla facilità con cui i malviventi si sono mossi all’interno dell’area ospedaliera.