Lasciarle vagare libere vista mare o portarle via, lontano dall’isola? Ad Anacapri il dubbio è quasi amletico, e torna oggi attuale. Le caprette del Monte Solaro continuano a “spaccare” l’isola, fatalmente divisa tra chi le considera parte del paesaggio e chi teme che quel paesaggio, tra i sentieri di Cetrella e i pendii della montagna, a forza di brucarlo stiano finendo per comprometterlo.
Così, dopo un lungo rimbalzo di ordinanze, ricorsi e petizioni, il caso torna in primo piano, complice l’intervento di ieri su Repubblica a firma di Aldo Policastro, procuratore generale di Napoli.
Salendo verso l’Eremo di Santa Maria di Cetrella per la tradizionale celebrazione dell’Assunta, si è imbattuto nel gregge: oltre 90 esemplari. A colpirlo i segni del suo passaggio: vegetazione divorata, arbusti spogliati, giovani piante che non riescono più a crescere e muretti a secco divelti.
La denuncia del Procuratore generaleAnacapri, silenzioso assedio delle capre al Monte Solaro
di Aldo Policastro *







