Il 29 agosto 2023 una capretta venne uccisa ad Anagni durante una festa di 18 anni in un agriturismo. Il gesto, ripreso e diffuso sui social, scosse l’opinione pubblica. Oggi, a più di un anno di distanza, la vicenda rischia di chiudersi senza colpevoli: la Procura di Frosinone ha depositato una seconda richiesta di archiviazione.
La nuova richiesta di archiviazione
Secondo la Procura, non ci sono elementi per stabilire se l’animale fosse vivo o già morto quando il gruppo di ragazzi lo prese a calci e lo caricò su una carriola. Le perizie ordinate dal Gip Ida Loguso – una valutazione veterinaria basata anche su materiale fotografico e l’analisi dei telefoni sequestrati ai giovani – hanno dato esito negativo. Nessuna immagine ha confermato che la capretta fosse viva prima del video circolato sui social.
Per questo il Pubblico ministero ha avanzato nuovamente la richiesta di archiviazione a favore degli indagati, difesi dagli avvocati Giampiero Vellucci, Daniele Natalia, Pietro Polidori e Filippo Misserville.
Capretta uccisa a calci ad Anagni, il pm di Frosinone chiede l'archiviazione. Gli animalisti: "Siamo indignati"






