Il terremoto che ha scosso la Colombia lo scorso 10 agosto ha lasciato nel Chocó ben più che case, scuole e centri sanitari danneggiati. La terra ha tremato in una delle regioni più povere e isolate del Paese, dove migliaia di famiglie dovevano già affrontare enormi difficoltà nell’accedere all’acqua potabile, all’istruzione, all’assistenza sanitaria o a un alloggio dignitoso.
PUBBLICITÀ
In questo dipartimento della costa pacifica colombiana, l’emergenza si sovrappone inoltre ad altre crisi. La violenza legata al conflitto armato, l’isolamento di numerose comunità rurali e le ricorrenti catastrofi naturali avevano già trasformato il Chocó in uno dei territori più vulnerabili del Paese.
Ora, la sfida non consiste solo nel riparare ciò che il terremoto ha distrutto. La ricostruzione solleva una questione più profonda: se le comunità torneranno alle stesse condizioni di precarietà in cui vivevano prima del 10 agosto o se l’emergenza servirà a ridurre alcune di quelle disuguaglianze storiche.
«Bisogna pensare a una ripresa che permetta di superare le disparità che esistevano già prima. È quasi come ricominciare da zero», spiega a Euronews Olga Lucía Zuluaga, esperta in emergenze dell’Unicef Colombia.








