La benzina supera quota 2 euro al litro sulla rete stradale. Nuova batosta per gli automobilisti con inevitabili ripercussioni a catena su tutta l'economia. L'aumento dei carburanti fa impennare i costi di trasporto delle merci, spingendo verso l'alto i prezzi di cibo, beni di prima necessità e servizi per le famiglie. L'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit indica che il prezzo medio 'self service' lungo la rete stradale nazionale sale a 2,002 euro al litro per la benzina (ieri era 1,997) e a 2,116 euro al litro per il gasolio (ieri 2,107). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,077 euro al litro per la benzina (ieri 2,074) e 2,186 per il gasolio (ieri 2,178). La reazione dei consumatori Massimiliano Dona, presidente Unc, rimarca che intanto «il gasolio, sia in autostrada che nella rete stradale, registra il valore più alto dal 28 luglio, primo giorno in cui in teoria entrava in vigore il taglio di 14 centesimi sulle accise che, dopo la proroga del 6 agosto, durerà fino al 24 del mese, riduzione che però si è vista alle pompe solo a partire dal 29 luglio». Alla luce degli ultimi dati «chiediamo al Governo di intervenire subito, prima della scadenza del 24 agosto, per innalzare la riduzione sul gasolio da 14 a 30 centesimi, così da far scendere il prezzo sotto i 2 euro al litro in autostrada e per fare finalmente qualcosa per chi ha l'auto a benzina: urge un taglio di 15 cent per tornare a un prezzo ragionevole di 1,9 euro al litro in autostrada», conclude Dona. «Con la benzina che supera la soglia psicologica dei 2 euro al litro in tutta Italia il governo non ha più scusanti e deve intervenire immediatamente con un ulteriore taglio delle accise esteso anche alla verde». Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dal Mimit. L'escalation dei listini alla pompa «sta avendo effetti devastanti sulle tasche degli italiani - denuncia l' associazione -. Solo a luglio gli italiani hanno speso per i rifornimenti di benzina e gasolio 782 milioni di euro in più rispetto allo stesso mese del 2025, e il conto rischia di aggravarsi: con i listini ai livelli attuali la stangata complessiva per il bimestre luglio-agosto rischia di raggiungere quota 1,8 miliardi di euro solo a titolo di maggiore spesa ai distributori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». «Il governo deve intervenire con urgenza non solo per prorogare fino alla prima settimana di settembre il taglio delle accise sul gasolio in scadenza il prossimo 25 agosto, ma anche per estenderlo alla benzina considerando che oltre 17 milioni di automobili in Italia sono alimentate con tale tipologia di carburante. In assenza di misure il controesodo estivo si trasformerà in un massacro per i portafogli delle famiglie, e ci aspettiamo nelle prossime ore dall'esecutivo un provvedimento incisivo che non può più essere rimandato», conclude il Codacons. Il governo è reduce dai due interventi estivi che sono costati 370 milioni di euro ma dal 18 marzo, quando è stato approvato il primo decreto per calmierare il costo dei carburanti, la spesa per provare a raffreddare i prezzi ai distributori è stata di 2,37 miliardi, dilazionata in nove provvedimenti. Misure tampone, in vigore per pochi giorni o qualche settimana e poi rinnovate, nella speranza che nel frattempo si risolvesse la guerra in Iran. Così non è stato: ancora questa mattina, con i negoziati sull'Iran che sono ormai un ricordo, il barile del Brent si piazzava in area 92 dollari contro i 70 del pre-conflitto.