Il debito pubblico statunitense ha superato i 40mila miliardi di dollari (cioè 34mila miliardi di euro). È un livello che non ha di per sé conseguenze dirette, ma indica un aumento della velocità con cui il paese accumula debito che vari investitori considerano preoccupante.

L’entità del debito pubblico è raddoppiata dal 2016, sotto le presidenze di Donald Trump e Joe Biden, a causa di misure che hanno ridotto le entrate e aumentato le spese, fra cui i tagli delle tasse voluti da Trump e gli enormi programmi di assistenza e investimenti messi in atto da entrambi durante la pandemia di Covid-19.

Quando il debito pubblico di uno stato aumenta rapidamente gli investitori chiedono un rendimento più elevato sulle obbligazioni che uno stato emette per finanziarsi perché c’è un maggior rischio che questo non sia in grado di ripagare i propri debiti. Questo sta avvenendo agli Stati Uniti – la cui economia è comunque considerata una delle più solide al mondo – che di recente hanno emesso un’obbligazione con scadenza a 10 anni con un tasso del 4,7 per cento: il livello più alto negli ultimi 19 anni per questo tipo di obbligazione.

Il debito pubblico rappresenta l’insieme del denaro chiesto in prestito dal governo di un paese per finanziare le sue attività, qualora non riesca a farlo con le proprie entrate: negli Stati Uniti l’anno scorso l’amministrazione ha raccolto 5.230 miliardi di dollari, ma ne ha spesi oltre 7mila. La differenza (pari a 1.780 mila miliardi di dollari) è chiamata deficit, e accumulandosi negli anni fa aumentare il debito pubblico complessivo.