Alla fine hanno ceduto, dopo sei anni, Harry e Meghan tornano a casa. Entro la fine di questo mese il trasloco da Montecito, in California, a Londra sarà realtà. La Megxit è dunque diventata reversibile per i duchi del Sussex che avevano sbattuto la porta in faccia alla famiglia reale e alla nonna Elisabetta II aprendo ad un lungo capitolo di rancore e recriminazioni che si è attenuato solo negli ultimi tempi, con il comparire della malattia di re Carlo III. Archie e Lilibet hanno rivisto il nonno ad Highgrove lo scordo luglio, in una visita privata i cui dettagli sono stati studiati meticolosamente da Buckingham Palace e il cui obiettivo era quello di dimostrare che Meghan avrebbe evitato di postare sui social foto e indiscrezioni e che la corona avrebbe potuto iniziare a fidarsi di nuovo di loro. E sono proprio i due nipotini americani l’elemento che prova tutta l’intenzione della coppia di rimettere radici nel Regno Unito, perché da settembre i bambini che oggi hanno 7 e 5 anni andranno a scuola in Inghilterra.

L’abbraccio con la casa reale, però, per il momento non sarà completo, non esistono infatti piani in base ai quali i Sussex torneranno ad essere attivi a pieno titolo per la monarchia, e per questo sostenuti economicamente dalle casse del re e dello stato. Questo passaggio implicherebbe molti vantaggi per la coppia (sempre in cerca di visibilità e denaro), ma troppi rischi per la Ditta. Harry e Meghan avevano sempre sperato di poter lavorare per la corona mantenendo un piede fuori ed uno dentro, cercando di ritagliarsi il loro spazio di autonomia per svolgere attività commerciali e remunerative e allo stesso tempo portare avanti le attività che la monarchia affida alle teste coronate. Era stata Elisabetta II in persona però, incassando la notizia del desiderio dei due di andarsene dal Regno Unito, a negare loro questa possibilità. “O dentro o fuori” era stato il suo aut aut.