Un gruppo di sette Paesi dell’UE alla fronitera delle zone di guerra ha chiesto che una parte dei fondi del Quadro finanziario pluriennale (QFP) da 2.000 miliardi di euro proposto dall’Unione sia destinata a sostenere i loro settori turistici nelle regioni colpite dalla vicinanza a Russia, Bielorussia e Ucraina.

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In una lettera ai commissari europei per il Turismo e la Coesione, Apostolos Tzitzikostas e Raffaele Fitto, i ministri del Turismo e delle Finanze di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia hanno illustrato come i loro settori turistici siano stati colpiti dagli "sviluppi geopolitici e dalle preoccupazioni in materia di sicurezza" legati, tra l’altro, all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia.

"I flussi turistici sono diminuiti in modo significativo nella maggior parte di queste regioni", si legge nella lettera.

"Inoltre, le piccole e medie imprese (PMI) si trovano ad affrontare una minore fiducia degli investitori, una maggiore incertezza operativa e un accesso limitato ai finanziamenti, proprio nel momento in cui i ricavi stagionali sono cruciali per la loro sostenibilità durante tutto l’anno".