In Francia milioni di meduse hanno ostruito le pompe degli impianti di raffreddamento dell'impianto a Gravelines, obbligando i tecnici a fermare i reattori. Ma non sono gli unici animali ad interferire con le infrastrutture energetiche
L’estate 2026 sarà ricordata come una delle più difficili nella storia delle centrali atomiche europee. Si è infatti innescato un circolo vizioso: le altissime temperature meteo di questi mesi hanno messo in crisi i delicati equilibri che garantiscono il funzionamento di quegli stessi reattori che dovrebbero assicurare la produzione di energia elettrica per rinfrescare case, uffici e, persino, le stesse centrali atomiche.
Perché le centrali sono state spente?Cause diverse e del tutto originali, ma sempre inerenti con le alte temperature, hanno invece costretto allo spegnimento di 8 reattori francesi nella centrale di Gravelines, la più grande dell’Europa occidentale, posizionata lungo la costa sul Canale della Manica tra Calais e Dunkerque. La prima volta era accaduto esattamente un anno fa con le medesime modalità. La tutela ambientale è la priorità: l'acqua prelevata dal mare entra nel reattore ma ne esce tanto riscaldata che reimmetterla in mare avrebbe gravi conseguenze su pesci e flora subacquea. La stessa efficienza termodinamica viene meno: se le acque di fiume o del mare entrano già tiepide nell’impianto rendono meno efficiente lo scambio termico, riducendo l’efficienza dell'impianto. La soluzione sarebbe avere un sistema di raffreddamento a circuito chiuso e torri evaporative ad alta efficienza, come insegnano le centrali di ultima generazione.










