Le meduse hanno costretto il gigante energetico/nucleare Électricité de France (EDF) a spegnere nuovamente tre reattori della centrale nucleare di Graveline, esattamente un anno dopo un incidente simile. Allora, 4 dei suoi reattori si erano spenti automaticamente e il loro riavvio era stato graduale: l'ultimo reattore è stato ricollegato alla rete elettrica nazionale solo dopo circa 10 giorni.Ora, sono stati spenti I reattori 2, 3 e 4 del più grande impianto nucleare dell'Europa occidentale, che si affaccia sul Mare del Nord, ed EDF ha dichiarato che «La potenza erogata dall'unità di produzione 1 è stata ridotta al 50%. Solo il reattore 6 è attualmente operativo al 100%, mentre il reattore 5 è in fase di manutenzione programmata» e ha assicurato che «Questa situazione non ha alcun impatto sulla sicurezza degli impianti, sulla sicurezza del personale o sull'ambiente».Il nuovo incidente colpisce duramente un parco nucleare francese che sta dimostrando tutta la sua pericolosa fragilità di fronte al riscaldamento globale e alla siccità: le centrali nucleari francesi avevano già raggiunto ha già raggiunto il livello record di indisponibilità a causa della prolungata indata di caldo, con un tasso di mancanza di energia pari al 15,6% il 9 agosto. Mentre gli apprendisti stregoni del governo italiano preparano un “rinascimento nucleare” in un Paese ancora più climaticamente e territorialmente fragile, mai prima d'ora in Francia si era registrata una carenza di energia elettrica nucleare così ingente a causa dell'aumento della temperatura dell'acqua e della diminuzione della portata dei fiumi.La presenza di meduse sulla costa settentrionale francese è regolare e stagionale, ma le segnalazioni di grandi sciami stanno diventando più frequenti ogni estate e fra le cause della proliferazione delle meduse in tutto il mondo c’è anche l'aumento delle temperature oceaniche, legato al riscaldamento globale .E Liberation ironizza: «Questo dimostra che non serve uno scheletro per condurre un'efficace campagna antinucleare. Lunedì 10 agosto, un massiccio afflusso di meduse nelle stazioni di pompaggio dell'acqua di mare della centrale nucleare di Gravelines (Nord) ha costretto EDF a spegnere tre dei suoi reattori».In realtà i no-nuke umani sono all’attacco di una tecnologia che non sembra proprio all’altezza delle sfide climatiche che – secondo i suoi propagandisti – dovrebbe contribuire ad affrontare. Per Réseau Sortir du Nuclèaire. In una Francia soffocata dalle ondate di caldo e devastata dagli incendi boschivi senza precedenti, «La questione del raffreddamento delle centrali nucleari diventa sempre più urgente. Questi impianti, grandi consumatori di acqua, rilasciano calore nell'atmosfera e nei corsi d'acqua, con conseguenze ben documentate per gli ecosistemi acquatici. Eppure, questi rischi, identificati già negli anni '70, sono gradualmente scomparsi dal dibattito pubblico. In un momento in cui il cambiamento climatico sta esacerbando le tensioni per le risorse idriche e la biodiversità, è fondamentale riesaminare i compromessi tra produzione di energia elettrica, tutela dell'ambiente naturale e adattamento alle nuove realtà climatiche».Secondo lo studio Explore 2070, entro la metà del secolo le portate dei fiumi diminuiranno del 10-40% a causa dei cambiamenti climatici. Ma l'acqua è essenziale per il funzionamento delle centrali nucleari. In Francia, tra il 2012 e il 2019, circa il 70% di tutta l'acqua dolce superficiale prelevata è stata utilizzata per il parco nucleare, pari a 13,4 miliardi di m3/anno. Durante i periodi di caldo intenso e siccità, sorgono conflitti sull'uso dell'acqua tra industria, agricoltura, acqua potabile e raffreddamento delle centrali nucleari. Ad esempio, quest'estate, la centrale nucleare di Chooz, vicino al confine belga, l'11 luglio ha spento uno dei suoi due reattori a causa della bassa portata del fiume Mosa e in base a un accordo transfrontaliero del 1998 che stabilisce soglie di portata per la Mosa al fine di garantire il normale funzionamento degli impianti di produzione di acqua potabile per gli utenti belgi.Didier Glatigny della Commission de Recherche et d’Information Indépendantes sur la RADioactivité (CRIIRAD), ha scritto che «Il funzionamento delle centrali nucleari contribuisce al riscaldamento globale attraverso le emissioni termiche: solo un terzo dell'energia prodotta viene utilizzata dalla rete elettrica; gli altri due terzi sono calore disperso nell'acqua e nell'aria sotto forma di vapore acqueo, che è considerato un gas serra [ 5 ] . Secondo l’"Étude thermique du Rhône", pubblicato da EDF nel 2016 dimostra che le centrali nucleari sono responsabili di un non trascurabile riscaldamento del Rodano pari a 1,2° C.Già indeboliti dai cambiamenti climatici, gli ecosistemi acquatici sono sottoposti a un'ulteriore pressione da parte dell'industria nucleare. Il rapporto “L’hécatombe invisible: ce que l’industrie nucléaire cache sous la surface”, pubblicato il 15 giugno da Réseau Sortir du nucléaire, , rivela che «Il pompaggio dell'acqua necessario per il raffreddamento dei reattori provoca la morte di quasi 6 miliardi di pesci, crostacei e meduse ogni anno». Il recente studio "Thermal Discharges from Nuclear Power Plants: A Review of Their Effects on Aquatic Ecosystems and Environmental Chemical Processes", pubblicato su Water Air Soil Pollut da un team di ricercatori ucraini della National University of Water and Environmental Engineering, conferma che «A valle delle centrali elettriche, gli scarichi termici aggravano ulteriormente questi impatti: l'acqua più calda contiene meno ossigeno, promuove la proliferazione di microrganismi, interrompe le migrazioni dei pesci, aumenta la tossicità di alcuni inquinanti e degrada la qualità dell'acqua, anche per l'acqua potabile». Però, le conseguenze di questi scarichi sulla biodiversità rimangono in gran parte poco documentate, con studi che si concentrano principalmente sulle sfide della produzione di elettricità e dell'approvvigionamento idrico Infine, durante gli episodi di bassa portata dei fiumi, la diluizione degli effluenti radioattivi diventa più difficile, dimostrato quest'anno dalla centrale elettrica di Civaux, che è stata costretta ad aumentare la sua capacità di stoccaggio a causa della bassa portata della Vienne.La stessa Autorité de sûreté nucléaire et de radioprotection (ASNR) ha dovuto ammettere che, di fronte alle ondate di calore, le centrali nucleari beneficiano regolarmente di deroghe che consentono loro di superare i limiti di temperatura regolamentari per gli scarichi al fine di garantire la "sicurezza della rete elettrica", come è successo per la centrale di Bugey dall'11 al 20 luglio di quest'anno. Queste deroghe rivelano una grave contraddizione: mentre queste soglie dovrebbero proteggere gli ecosistemi acquatici, vengono allentate proprio quando questi ecosistemi sono più vulnerabili. Inoltre, l'ASNR sottolinea che le conoscenze scientifiche sugli impatti sugli ecosistemi acquatici rimangono insufficienti e invita EDF ad approfondire i suoi studi e a ripensare i suoi impianti in una prospettiva a lungo termine. Un lavoro annunciato e che procede a rilento: la rivalutazione dei rischi climatici per i reattori da 900 MWe non sarà completata prima del 2028, mentre gli studi dettagliati si estenderanno fino al 2040 e saranno basati su dati climatici obsoleti.Per Réseau Sortir du Nuclèaire «Di fronte a siccità e ondate di calore sempre più frequenti, le scelte energetiche devono integrare pienamente le sfide dell'adattamento climatico. La decarbonizzazione non può essere considerata separatamente dalla tutela degli ecosistemi acquatici. È fondamentale sviluppare una strategia energetica che concili la lotta ai cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità e la gestione sostenibile delle risorse idriche, anziché moltiplicare infrastrutture il cui funzionamento dipende da una risorsa sempre più sfruttata».Françoise Pouzet, amministratrice di Réseau Sortir du nucléaire, conclude: «Continuare a voler rilanciare l'industria nucleare è un'aberrazione ecologica; è giunto il momento di una scelta politica radicalmente diversa che unisca la fine dello spreco energetico e l'emancipazione di tutti. Energie rinnovabili, efficienza energetica e sobrietà sono l'unica opzione possibile! Il mondo sta bruciando!»