Con la testa e con il cuore. L’Italvolley al femminile inizia un’altra caccia all’oro. Stavolta è quello europeo che manca dalla bacheca azzurra dal 2021. Troppo per una Nazionale che sa solo vincere. Non ditelo però a Julio Velasco, il guru che continua a ripetere: «Non abbiamo vinto niente, si riparte sempre da zero». Reduce dal bronzo in Nations League dopo due successi di fila e gli ori all’Olimpiade e al Mondiale, la Nazionale più forte di sempre si ritrova a metà del cammino tra Parigi e Los Angeles, giocandosi tra Svezia, Repubblica Ceca e Turchia la medaglia più preziosa che vale anche la qualificazione ai Giochi 2028. Stagione ruvida questa, compreso l’infortunio a Loveth Omoruyi che ha costretto Velasco a riportare Kate Antropova nel ruolo di schiacciatrice, così giocherà insieme a Paola Egonu. Non ci sarà un monumento come Monica De Gennaro, la miglior giocatrice del 2025 e da sempre libero azzurro. Al suo posto Eleonora Fersino, 26 anni, libero della Numia Milano, ora titolare e punto di riferimento dell’Italia. «Ho sempre detto che non mi sono trovata in una situazione per niente semplice, perché dovevo prendere il posto di una leggenda. Fin dall’inizio, mi ripetevo che dovevo fare solo quello che ho sempre fatto: essere me stessa al 100% in campo e fuori». I paragoni però si sprecano. «Non devo farmi prendere da troppe cose perché poi in campo ci devo andare io, ma è un paragone che non può esistere: Moki è una leggenda e ha vinto tutto, io ho 26 anni e voglio scrivere la mia storia». A proposito di compagne, per dirla con Velasco non bisogna essere per forza amiche, ma voi lo siete? «Quello che dice Julio comunque lo penso anche io. Quando sei in campo credo che tutte vogliano lavorare, perché c’è un fine comune che in questo caso è quello di vincere. Ormai questo è lo stesso gruppo da anni, ci conosciamo parecchio e andiamo d’accordo». E le vittorie aiutano a volersi sempre più bene. «Conosciamo i nostri punti di forza, i nostri punti deboli e sappiamo come prenderci in campo e fuori». C’è stato l’infortunio di Loveth Omoruyi nell’ultimo test in Polonia. Vi sentite? «Sì assolutamente, ero in camera con lei in ritiro, quindi l’ho vissuta molto da vicino. Ora è a Pesaro con il suo club (Megavolley, ndr) e l’ho vista molto convinta sul percorso che dovrà affrontare: è serena e sa che è circondata da persone che le vogliono bene, si rimetterà». Velasco ha già provveduto a resettare il passato? «Certo, è inutile pensare a quello che si è vinto, bisogna ripartire da zero e giocare come se questo gruppo non avesse vinto niente, solo così puoi avere quella fame, quella ambizione di arrivare fino in fondo. Dobbiamo concentrarci su ogni partita senza farci influenzare dalla cornice degli scorsi anni». Per tutte siete sempre le avversarie da battere. «Negli anni questo gruppo ha vinto veramente tanto, per non dire tutto, è ovvio però che ogni anno vincere e riconfermarsi è sempre più difficile. Anche altre squadre si sono rinforzate come la Turchia, la Serbia e la Polonia. Dobbiamo trovare l’equilibrio di squadra per partire subito bene». Il vostro è un calendario più complicato rispetto all’avversaria principale, cioè la Turchia di Santarelli: dovrete viaggiare un bel po’. «Ci dovremo spostare da Goteborg alla Repubblica Ceca e poi in Turchia per l’eventuale semifinale e finale. Un dispendio di energie mentali e fisiche maggiore, ma è inutile pensare a questioni organizzative, dobbiamo focalizzarci su di noi e adattarci». State leggendo i libri che vi ha regalato Velasco? «Sì, ce ne ha donati due a testa, ho iniziato con Il lungo addio di Raymond Chandler, un thriller poliziesco che è uno dei miei generi preferiti. Sono appena all'inizio quindi non posso ancora dire niente, però è una cosa che abbiamo apprezzato veramente tanto, pensata in base alla giocatrice, bellissimo». È già un’estate tinta di azzurro, con i grandi successi dell’atletica e del nuoto. «Ho seguito dai social e devo dire che è sempre una grande emozione vedere degli italiani che riescono a vincere. Capisco la gioia e tutti i sacrifici che ogni sportivo fa per tutto l’anno. Posso immaginare la soddisfazione e il senso di orgoglio». L’Italia che vince nello sport è molto al femminile: Curtis, Iapichino, Battocletti, Quadarella e ovviamente voi. Una declinazione che è lo specchio del Paese? «Da sportiva e da donna fa veramente piacere vedere le vittorie da parte di ragazze. Va bene che negli anni la disparità di genere sta migliorando, però in alcuni casi la differenza si percepisce ancora come nei trattamenti economici. Resta bellissimo vedere così tante donne vincere e portare in alto il nome dell’Italia». Dopo 4 anni a Novara, il salto a Milano. Che progetto è quello della Numia che ha preso Chicco Blengini per la panchina? «Per quanto riguarda la scorsa stagione secondo me Milano ha fatto veramente grandi cose perché comunque siamo riuscite ad arrivare in finale scudetto e forse in Champions League avremmo potuto fare qualcosa di meglio. Nel complesso è stata una stagione positiva sia a livello personale che di squadra. Adesso si riparte con una nuova stagione, gli obiettivi sono sempre gli stessi, cioè cercare di arrivare più in fondo possibile a tutte le competizioni. Sappiamo che comunque tante avversarie si sono rinforzate, ma questo bene o male accade ogni anno. Io devo ancora respirare il clima di Milano, spero di respirarlo il più tardi possibile e questo vorrebbe dire solo una cosa in chiave Nazionale. L’obiettivo di Milano è creare un gruppo che possa arrivare il più lontano possibile». C'è ancora qualcosa che la lega a Novara, al suo passato? «Diciamo che a Novara ho fatto quattro anni e sono stata veramente bene, ho vissuto delle belle emozioni in campo e fuori. Sono stati quattro anni molto positivi, però dopo c'è stata l'annata di Milano, forse era quello che mi ci voleva, perché so che ho fatto veramente una grande stagione. Dovevo cambiare un po' aria, trovare nuovi stimoli. Per quanto riguarda il futuro si vedrà, però se penso a Novara ricordo quegli anni con un grande sorriso, ho conosciuto anche tante grandi persone, quindi ricordo tutto con il sorriso e il cuore pieno».
Eleonora Fersino: “All’Eurovolley partiamo da zero, è l’unico modo per ritrovare la fame”
Da domani la rassegna continentale, c’è Italia-Croazia. Parla il nuovo libero della Nazionale femminile: “Siamo noi le favorite? Anche Turchia, Serbia e Poloni…












