"Nell’inverno ci saranno molti motivi di riflessione. Tanti aspetti da rivedere nelle relazioni, nelle competenze, nei comportamenti. Siamo tanto legati alla tradizione, poi tutte le volte c’è qualcosa che si vorrebbe o che dovrebbe cambiare...". Il sindaco Nicoletta Fabio ha affidato queste parole alla breve intervista del dopo Palio, al ricevimento nel Nicchio, senza affondare su nessun tema anche perché - dopo sei giorni non certo usuali - c’è la necessità di fare il punto a mente fredda su tante situazioni. Proviamo a tracciare una breve mappa dei maggiori elementi di polemica (amministrativi, non di strategie paliesche).

Il drappellone. Il sindaco ha ampiamente parlato, nella conferenza stampa del 16 mattina, dell’amarezza per le critiche sul Palio di Teodora Axente, tema ha trovato ampio spazio nelle cronache e anche nei rapporti con la Curia. Non è un argomento di stretta riflessione invernale, anche perché la potestà della scelta resta chiaramente in capo all’amministrazione, però è indubbio che sia stato un tema forte di questi giorni che a bocce ferme potrebbe meritare un ulteriore ragionamento, anche sul fronte concorso sì-concorso no.

I social. Già qualche anno fa il Magistrato delle Contrade aveva invitato tutti a un uso dei nuovi mezzi di comunicazione che non fosse invasivo e offensivo per la Festa. Esiti disattesi, come ha sottolineato la stessa Fabio, sia a luglio sia ad agosto, quando ha definito i social "uno dei mali del Palio". Purtroppo, l’utilizzo livoroso del mezzo, con insulti e auguri di morte persino a chi è in un letto d’ospedale (anche questa non ce la siamo fatti mancare) non è una prerogativa senese ed è difficile, ancorché auspicabile, che le nostre dinamiche ne restino immuni. Però almeno auspicarne un utilizzo più sensato è un compito che è doveroso rimarcare, soprattutto da parte chi ha responsabilità istituzionali gravose.