Ermanno Cavazzoni con l’intelligenza artificiale porta Ariosto in Valtellina e ricorda Celati. Lo scrittore e accademico è protagonista il 21 e 22 agosto di due appuntamenti a Ponte e a Castionetto di Chiuro, provincia di Sondrio, inseriti nell’anteprima estiva del Furioso Festival, intitolata ’La Magia’, organizzata dall’Associazione Culturale Bradamante. Cavazzoni, come nasce il legame con la Valtellina?
"In Valtellina, attorno Sondrio, città natale di Celati, ci sono palazzi nobiliari con affreschi ispirati all’Orlando furioso, realizzati poco dopo la pubblicazione dell’opera. Significa che lì c’erano già allora molti lettori di Ariosto. Il 21 agosto, a Ponte, leggo brani del mio libro sul rapporto con Gianni Celati: ‘Storia di un’amicizia’, candidato nella dozzina del premio Strega e selezionato nella cinquina del premio Campiello. Mi accompagna uno straordinario musicista, Vincenzo Vasi, suona musica rara con strumenti particolari come il Theremin, che è quasi magico".
Quali brani?
"Non so, non ci penso prima, vado in estemporanea. Con Celati e altri scrittori del nostro ‘giro’ di amicizie abbiamo un po’ teorizzato la lettura: leggere in pubblico un testo è esattamente come eseguire un brano musicale. Ed è molto meglio delle presentazioni che parlano di qualcosa che spesso non si conosce".







