Un eterogeneo gruppo di persone si mette in viaggio da Ferrara alle Foci del Po per mostrare il mare ad alcuni parenti anziani di Gianni Celati che non l’avevano mai visto. Questa è la storia di Strada provinciale delle anime, film documentario di 58 minuti che Celati stesso diresse nel 1991 – era il suo primo lungometraggio – con la produzione di Pierrot e la Rosa (casa fondata da Luca Buelli, Paolo Muran e Lamberto Borsetti) e fotografo dei sopralluoghi e di scena Luigi Ghirri. Ghirri e Celati, due nomi uniti da un sodalizio intellettuale e creativo che da oggi viene mostrato alla Project Room del Mambo (l’inaugurazione è alle 18 a ingresso libero) nella mostra Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce, dove a dialogare sono la serie Blu infinito, un ampio corpus di 81 fotografie realizzate dal maestro di Scandiano tra il 1989 e il 1991 – il suo ultimo lavoro – e il racconto visivo di Celati che rappresentava lo sviluppo cinematografico di quell’esplorazione del paesaggio padano, cominciata con il successo letterario di Verso la foce del 1989. Il lavoro comune durò tre anni e la macchina fotografica di Ghirri è lì per accompagnare e testimoniare la ricerca del cineasta, fissando la genesi del film in immagini rivelatrici di una nuova e intensa attenzione alla figura umana. Curatori della mostra sono Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli che raccontano come, in questi scatti "la celebre cifra metafisica del fotografo si apre al ritratto: sullo sfondo del Delta del Po appaiono amici, scrittori, studenti e gli anziani parenti di Celati, protagonisti di un viaggio in corriera da Ferrara e fino al mare. Il percorso di tre giorni raccontato in Strada provinciale delle anime, si trasforma in una ‘silenziosa epica del quotidiano’ che racconta l’incontro tra fotografia, cinema e letteratura, delineando lo sguardo di un’epoca profondamente segnata dalla ricerca di equilibrio fra luce e colore". Oltre al film si vede il documentario di Celati Il mondo di Luigi Ghirri, ritratto intimo e commosso a pochi anni dalla scomparsa e Case sparse. Visioni di case che crollano, esplorazione poetica e documentaria sulle tracce di una civiltà rurale in dissolvimento, tra edifici abbandonati e un paesaggio che sembra riprendere possesso dei propri spazi. Come racconta Balbi, fu proprio Luca Buelli a proporre a Celati (di cui era studente al Dams) un’estensione cinematografica di Verso la foce e siccome Celati era dovuto volare in America, gli disse di chiamare un "suo amico fotografo" per i sopralluoghi. Il progetto espositivo è accompagnato dalla pubblicazione edita da Danilo Montanari Editore.
Ghirri, Celati e quel viaggio ’Verso la foce’
Inaugura domani al MAMbo la mostra, curata da Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli, che racconta un sodalizio intellettuale e creativo
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