«Francesco era un rompiballe pazzesco, rendeva la vita a chi gli stava accanto un vero inferno. Straordinario, radicale, completamente fuori dagli schemi, vissuto oggi, forse sarebbe in galera. Con la sua filosofia della vita, così opposta alla nostra, ci avrebbe rasi al suolo». Così Ugo Dighero descrive il Santo di Assisi. A 800 anni dalla morte, persino Le Monde ne ha scoperto la modernità: ben sei puntate per raccontarlo ai francesi. L’attore per celebrarlo ha scelto le parole di Dario Fo che nel 1999 con Franca Rame scrisse Francesco lu santu jullare. «Regia di Giorgio Gallione, sarà uno dei miei spettacoli per la prossima stagione teatrale: dedicato al Santo, ma anche omaggio al suo autore di cui quest’anno si ricordano i 10 anni dalla scomparsa e i 100 dalla nascita. La lezione di Fo è la più alta: ha raccontato Francesco come nessun altro: lo ha reso vivo, reale e molto umano, a tratti quasi giocondo: il giullare al servizio di Dio». Che rapporto ha con il premio Nobel per la Letteratura?«Ne sono un fan sfegatato. Questo è il secondo capitolo del mio rapporto con lui: da anni porto in scena Mistero buffo. L’ho conosciuto alla scuola dello Stabile di Genova all’inizio del mio percorso, mentre lui arrivava dall’essere stato finalmente sdoganato dall’ostracismo Rai. Lu santu jullare è un testo di altissimo livello in cui si ritrova tutta la sua capacità affabulatoria, la sua visione del mondo, il funambolismo attoriale».
Ugo Dighero: “Su San Francesco aveva ragione Fo: oggi forse lo metterebbero in galera”
L’attore riporta in scena la pièce sul santo nella versione in grammelot del premio Nobel







