TREVISO - Non ci sono più operatori sociosanitari per le case di riposo. Sono solo 3 quelli rimasti nelle graduatorie di Enea, l’ex Israa, l’istituto dei centri servizi per anziani di Treviso, tra le Ipab più grandi del Veneto, dopo quattro concorsi svolti tra dicembre e giugno. Ma il discorso vale di fatto per tutte le case di riposo. «Questa volta abbiamo coperto i posti. Ma la prossima? Si è scesi da 40 a 3 in graduatoria - spiega Giorgio Pavan, direttore di Enea - l’anno scorso avevamo organizzato un convegno dal titolo “Sull'orlo del precipizio”. Ecco, adesso siamo dentro al precipizio».

Come correre ai ripari? Si è già alla ricerca di nuovi operatori in centro e sud America. «Stiamo lavorando per farne arrivare da Santo Domingo e dal Brasile - rivela il direttore - nella situazione attuale è fondamentale guardare all’estero. Stiamo valutando opzioni e opportunità». Ma a Treviso c’è un problema enorme: «Quello della casa, cioè del dove farli vivere nel momento in cui scelgono di venire qui - dice Pavan - non si può pensare di accogliere persone dall’altra parte del mondo senza offrire anche una sistemazione». Gli affitti alle stelle non aiutano. Enea ha già degli appartamenti per il personale. Ma oltre a villa Calzavara, struttura lungo il Put, ad oggi si parla solo di quattro appartamenti.