La disoccupazione giovanile mondiale è tornata a crescere e la diffusione delle intelligenze artificiali potrebbe rendere ancora più difficile l’ingresso nel mercato del lavoro.
Questo, in sintesi, l’esito del Global Employment Trends for Youth 2026 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si concentra su occupazione, diritti e condizioni dei lavoratori.
I dati del rapporto segnalano che, nel 2025, il 12,4% delle persone fra i 15 e i 24 anni che cercavano un’occupazione non l’hanno trovata. In numeri assoluti si parla di 67 milioni di giovani, contro il 12,3% del 2023. Nello stesso periodo è salito al 20% - oltre 257 milioni di persone - anche il numero dei giovani che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione (i cosiddetti Neet).
L’analisi dei dati, pubblicata da Reuters, attribuisce il peggioramento al rallentamento della crescita economica, alle tensioni geopolitiche e alla scarsa creazione di nuovi posti. Le IA sono indicate come un rischio aggiuntivo, non come la causa già dimostrata dell’aumento della disoccupazione.
Un peggioramento quasi generale










