Il 15 agosto 1947, quando l’India diventò indipendente, il futuro del nuovo Stato era tutt’altro che scontato. La Partizione aveva lasciato un Paese segnato dalle violenze, con un’economia fragile, un’industria poco sviluppata e una popolazione in gran parte analfabeta. Il problema più immediato era quello di garantire cibo e stabilità a centinaia di milioni di persone.

79 anni più tardi, l’India è molto diversa da quella realtà. È una delle maggiori economie mondiali, dispone di armi nucleari, ha sviluppato un proprio programma spaziale e ha costruito una posizione importante nell’industria farmaceutica e tecnologica.

La trasformazione, tuttavia, non è stata priva di problemi e non ha prodotto un Paese omogeneo. La crescita convive con una burocrazia ancora pesante e con difficoltà per chi vuole fare impresa. Sul piano internazionale, inoltre, Nuova Delhi continua a evitare una collocazione rigida tra i diversi schieramenti.

È probabilmente questo l’elemento più caratteristico dell’India di oggi: il peso del Paese è aumentato, ma la sua politica resta fortemente legata alla ricerca di autonomia.

Una democrazia tra molte divisioni