Raid aerei israeliani sul Libano meridionale hanno causato almeno 11 morti, rappresentando gli attacchi più sanguinosi da quando, il 20 giugno, è entrata in vigore la precaria tregua tra Israele e Hezbollah. Il ministero della Salute libanese e l'agenzia di stampa statale hanno riferito che uno dei raid aerei, che ha colpito un'abitazione alla periferia del villaggio di Ansar, ha ucciso sette persone, tra cui tre bambini, e ne ha ferite due. Il secondo, sul villaggio di Deir al-Zahrani, ha ucciso quattro persone e ne ha ferite 17.
Israele e il governo libanese hanno annunciato un "accordo quadro" il 26 giugno, che prevede il ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale in cambio del disarmo del gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran. L'intesa – ricorda l’Associated Press – prevede anche passi verso un eventuale accordo di pace tra i due Paesi, che tecnicamente rimangono in stato di guerra a quasi 80 anni dalla fondazione di Israele. Hezbollah ha rifiutato colloqui diretti e non ha partecipato all'accordo.
Gli attacchi di Ferragosto sono i più letali da quando è entrata in vigore la tregua due mesi fa. Il 6 luglio, quattro persone sono state uccise negli attacchi aerei sulla città di Nabatiyeh Fawqa. Il 19 giugno, il giorno prima dell'entrata in vigore della tregua, gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato 83 morti e 141 feriti, secondo il Ministero della Salute.










