Il mistero si infittisce. Se, da un lato, gli inquirenti non hanno riscontrato la presenza di sostanze nocive che possano far pensare al suicidio, né di tracce di violenza visibili sui cadaveri o di oggetti idonei a cagionare la morte, dall'altro la tragedia accaduta a Fara Vicentino presenta «molti elementi di anomalia». A confermarlo è il procuratore di Vicenza, Lino Giorgio Bruno, in attesa dell'esito degli esami autoptici, che non verranno condotti prima di mercoledì. La procura ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato, al momento.

Nel frattempo proseguono gli accertamenti dei carabinieri del nucleo investigativo berico per fare luce sulla morte di Lanfranco Simonato, 71 anni, e Gianna Cunico, 66, i due coniugi morti «da almeno dieci giorni» e trovati nel primo pomeriggio di giovedì 13 agosto nella loro villetta al civico 6 di via Stadio, ora sotto sequestro.

Al momento gli investigatori, tra cui i militari della scientifica, non escludono nessuna pista, anche se dai primi accertamenti all'interno dell'abitazione non sarebbero emersi segni di colluttazione. Inoltre, porte e finestre sono risultate chiuse e prive di tracce di effrazione. L'unica ipotesi che parrebbe essere stata esclusa è quella legata a un reato predatorio, considerata la presenza di alcune centinaia di euro sia nel portafoglio di Simonato sia in altri spazi della casa. Un'abitazione, situata alla fine di una breve strada sterrata e circondata dalla vegetazione, trovata in perfetto ordine quando i soccorritori sono intervenuti.