di

Giacomo Candoni

Boom di segnalazioni, il docente di Entomologia: «Cercano temperature sopra i 30 gradi che favoriscono la fecondità. Non sono dannosi e non trasmettono malattie»

In Egitto, al tempo di Mosè, furono le locuste. In Veneto, nelle settimane del grande caldo, sono i grilli. Un’invasione di proporzioni meno biblica, ma altrettanto rumorosa che sta colpendo in particolare il Trevigiano (dove è intervenuto anche il Comune con un vademecum) e il Veneziano (ma anche i centri urbani di tanti comuni) e di cui sono responsabili proprio le temperature elevate. A spiegarlo è Alberto Pozzebon, professore associato di entomologia al Dafnae, il Dipartimento di agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente dell’Università di Padova: «Le specie di grilli che frequentano gli ambienti domestici sono termofile. Tradotto significa che prediligono temperature intorno ai 30 gradi, che favoriscono una maggiore fecondità e migliori performance biologiche».

Più marcato in cittàLa causa della migrazione verso i centri urbani si cela invece dietro la «fototassi positiva». «I grilli - spiega l’entomologo - sono attratti dalle fonti luminose, in particolare quelle calde, verso cui si dirigono per cercare nutrimento». Per questo motivo, se si vuole evitare di essere disturbati è consigliato ridurre l’illuminazione esterna delle proprie abitazioni, sigillare le fessure di casa e installare zanzariere. Al chiarimento scientifico, Pozzebon aggiunge una supposizione: «Il fatto che il fenomeno sia più marcato in città potrebbe essere dovuto anche alla minore presenza di antagonisti naturali come uccelli insettivori, rettili e insetti predatori, che prediligono ambienti meno antropizzati».