VERONA - È entrato in un negozio e, oltre a essersi nascosto addosso alcuni prodotti, ha consumato frutta e verdura direttamente tra le corsie. Notato dai dipendenti, ha tentato di scappare senza pagare e, nel momento in cui l'addetto alla sicurezza lo ha bloccato, lo ha aggredito. Una rocambolesca serata costata un ghanese 39enne l'arresto con l'accusa di tentata rapina impropria, resistenza e porto abusivo di armi.

Il tentativo di furto degenerato Tutto succede poco prima delle 21 del 13 agosto in un negozio di via dei Mutilati. Una commessa nota il 39enne nel reparto ortofrutta mentre magia alcuni dei prodotti prelevati dalle ceste di frutta e verdura. Lo segnala agli addetti alla sicurezza che, osservandolo, lo notano anche infilarsi nello zaino altri alimenti. Quando l'uomo capisce di essere stato scoperto si lancia di corsa verso l'uscita, senza pagare la merce. Il vigilante lo raggiunge e lo blocca, ma per tutta risposta riceve una violenta spinta al petto. Ne nasce una colluttazione nella quale viene recuperato lo zaino con la refurtiva e il 39enne viene trattenuto fino all'arrivo della polizia, nel frattempo chiamata dai dipendenti. Quando arrivano gli agenti oppone resistenza fino a quando finisce ammanettato e a suo carico viene sequestrato anche un coltello da cucina, caduto a terra durante le concitate fasi della zuffa con il vigilante. Anche in questura l'uomo non collabora, rifiuta di fornire le impronte digitali. Alla fine viene identificato in un cittadino del Ghana già sottoposto all'obbligo di firma quotidiano e con diversi precedenti. Precedenti a cui si aggiunge l'arresto per tentata rapina impropria (avendo aggredito l'addetto alla sicurezza il furto è degenerato appunto in rapina), resistenza e porto abusivo (per il possesso del coltello). Il giudice ha poi convalidato l'arresto e disposto la carcerazione.Il furto del motorino Qualche ora più tardi la polizia è stata impegnata anche in un intervento in piazza Pradaval, che ha portato all'arresto di un 23enne somalo. Alle 4.30 del 14 agosto infatti una pattuglia nota per strada il ragazzo mentre cammina spingendo uno scooter visibilmente ammaccato. Quando lo accostano per chiedergli i documenti la reazione è violenta. Sputa verso gli agenti, ne nasce una colluttazione, uno dei poliziotti viene morso a una gamba. Dopo le altrettanto movimentate operazioni di identificazione in questura si scopre che il motorino appartiene a un uomo che lo aveva parcheggiato il giorno prima in piazza Pradaval. Il mezzo è pesantemente danneggiato: le fiancate sono ammaccate e gli specchietti staccati. Il proprietario viene convocato, sporge querela e riottiene il mezzo. Al 23enne vengono contestati i reati di tentato furto, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Resta invece da chiarire se i danni allo scooter siano stati causati da lui o da altri. Il giudice ha convalidato l'arresto e disposto l'obbligo di firma.