MESTRE - Dopo la serata di giovedì, passata nella confusione, tra le grida e le minacce di un gruppo di stranieri nei giardini di via Piave, ieri mattina all'alba nella stessa zona c'è stata ancora violenza. A segnalare il secondo episodio, avvenuto solo poche ore dopo il primo caso, è stato un gruppo di residenti che alle prime luci dell'alba hanno sentito i rumori di una lite a colpi di bastoni e cocci di vetro.
IL RACCONTO «Come ogni mattina, accompagno mio marito al mare per svolgere alcune attività terapeutiche racconta una residente di via Monte Rosso Erano circa le cinque del mattino quando ci siamo accorti che c'era una battaglia tra alcuni cittadini stranieri, proprio davanti al negozio Halal di via Piave. Noi ci siamo avvicinati perché dovevamo prendere l'autobus, il numero 2 che passa proprio davanti al bar, alla fermata Fiume. Il gruppo era formato da circa cinque o sei persone, erano tutti volti noti, tra tossici e spacciatori che chi abita nella zona sa riconoscere senza problemi. Tra loro c'era anche una ragazza, anche lei una tossicodipendente. Non so se fossero gli stessi della sera prima continua la testimone Prima hanno cominciato a gridare, poi sono passati a tirarsi calci e pugni e infine hanno cominciato a usare i cocci di bottiglia. Mostravano i coltelli e poi li rimettevano dentro alle tasche, come minaccia. Era tutto fra di loro ma non si poteva passare lungo la strada continua a raccontare la residente Alla fine per fortuna è passato l'autobus e siamo saliti, al volo, così siamo riusciti ad uscire da quella situazione. Noi residenti siamo stanchi, non se ne può più. Vorremmo poter vivere le zone delle nostre case senza doverci preoccupare di uscire troppo tardi la sera o troppo presto la mattina. Io sono in pensione da poco, ma quando andavo a lavorare la mattina mi sono sempre dovuta adattare a passare nelle strade evitando situazioni di tensione tra tossicodipendenti e spacciatori. Ora che sono pensionata non posso aver paura di uscire anche nel pomeriggio. Non solo, non posso dovermi trovare i tossicodipendenti nel giardino di casa». LA FARMACIA Alla base della violenza: spaccio, abuso di sostanze e prostituzione. «Le ragazze che si prostituiscono si fermano molto spesso davanti alla nostra farmacia spiega il titolare di una delle attività di via Piave Si prostituiscono per 7 euro e sono sempre le stesse, è sconvolgente. Qui nella via tossici e prostitute si parlano con gli occhi. Capiscono a chi si può vendere una dose o a chi si può offrire un servizio e poi si spostano nelle vie laterali per accordarsi, per comprare, per drogarsi. È molto peggiorato il clima, forse per via dell'estate. Noi delle farmacie non possiamo fare a meno di cercare di aiutarli, quantomeno di parlarci quando entrano. Le siringhe evitiamo di dargliele, ma poi si tratta di un presidio medico e non è sempre semplice». IL COMMENTO «Puntiamo sull'elasticità del servizio di polizia spiega Francesca Zaccariotto, vicesindaca e assessore alla Sicurezza Per settembre è atteso un tavolo di discussione e di programmazione dei prossimi mesi. L'obiettivo è quello di lavorare congiuntamente con i servizi sociali in modo tale che i controlli non siano un semplice spostamento di uomini o donne che bivaccano, ma che diventino un momento di confronto tra soggetti in difficoltà e chi può cercare di eliminare il problema alla radice. Si tratta di cercare di intervenire alla base della tossicodipendenza e delle situazioni di marginalità».







