Di: Telegiornale - Omar Cartulano / Tieffe La proposta di limitare gli stipendi dei vertici delle casse malati non convince gli assicuratori. Prio.swiss, l’associazione mantello del settore, contesta soprattutto l’efficacia della misura sostenuta dal Consiglio federale, che vorrebbe fissare per le attività legate all’assicurazione di base un tetto vicino ai 480’000 franchi annui percepiti dai consiglieri federali.Una presa di posizione che ha sorpreso l’associazione. “Siamo molto stupiti che il Consiglio federale accolga con favore o intenda attuare una regolamentazione salariale. Nel settore c’è già una grande trasparenza sui salari dei membri della direzione. Inoltre, i salari di cui si discute pubblicamente includono sempre una quota significativa legata alle assicurazioni private (complementari) e non solo alla copertura di base”, ha spiegato al Telegiornale Saskia Schenker, direttrice di prio.swiss.Per gli assicuratori il problema è altroveIl punto centrale, per gli assicuratori, è però il peso molto limitato di queste retribuzioni sull’insieme della spesa sanitaria. Lo stesso Governo riconosce che il provvedimento difficilmente avrebbe effetti significativi sui premi e sui costi amministrativi. Nel 2025, le remunerazioni dei dirigenti sono costate in media 24 centesimi al mese per assicurato e hanno rappresentato l’1,5% dei costi amministrativi.Per Schenker, intervenire su questa voce significa quindi concentrarsi su una parte marginale del problema: “Riuscire a ottenere anche solo una leggera riduzione, quando quasi il 95% dei costi della salute è generato dai costi di cura e prestazioni.... Questa è davvero politica simbolica”.Prio.swiss sottolinea inoltre che le casse hanno già ridotto il peso della propria amministrazione. “Gli assicuratori malattia stanno lavorando costantemente per abbassare i propri costi amministrativi. Proprio nel 2025 hanno raggiunto il minimo storico: 4,3% del totale. Anche questo è un impegno a lungo termine che i nostri membri prendono molto sul serio”.Di parere diverso le organizzazioni dei consumatori. Angelica Jäggli, presidente dell’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI), riconosce che un tetto agli stipendi non basterebbe a frenare l’aumento della spesa sanitaria, ma vi vede comunque un segnale rivolto agli assicurati: “Non ci illudiamo naturalmente, non siamo così ingenui da pensare che questo porterà un grandissimo contenimento dei costi, ma questo è sicuramente un segnale importante”.Che cosa prevede la propostaL’idea nasce da un’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Baptiste Hurni (PS/NE), ripresa in un progetto della Commissione della sicurezza sociale del Consiglio nazionale. L’obiettivo è limitare le remunerazioni dei dirigenti e dei membri dei consigli di amministrazione delle casse malati per le attività legate all’assicurazione obbligatoria, anche in risposta al crescente malcontento per l’aumento dei premi.La commissione proponeva un limite calcolato tenendo conto di diversi parametri, tra cui numero di assicurati, costi medi e rincaro. Il progetto prevede inoltre maggiore trasparenza, con la pubblicazione nominativa delle retribuzioni e del grado d’occupazione dei membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione.
Casse malattia, un tetto agli stipendi? “Politica simbolica” - RSI
Casse malattia, il Consiglio federale propone un tetto agli stipendi dei vertici: gli assicuratori lo bocciano come "politica simbolica".






