La storia precipita nella notte tra il 24 e il 25 giugno. Lei esce da un portone di via Cappuccini, lui arriva in moto. Le telecamere riprendono ciò che accade subito dopo: l’ispettore della polizia stradale, 48 anni, attraversa la carreggiata, raggiunge l’ex compagna, 52 anni, e la blocca mettendole un braccio attorno al collo. La discussione va avanti per alcuni minuti, tre persone chiamano il 112.Per la donna è l’ultimo episodio di una relazione diventata, in base al suo racconto, sempre più difficile. Agli investigatori parla di scenate e aggressioni continue: «Ogni dieci giorni circa aveva degli sbalzi d’umore», fa mettere a verbale, sostenendo che l’ex sarebbe poi arrivato a metterle «le mani addosso».Racconta di avere lividi e di avere ricevuto pesanti minacce come «ti ammazzo» e «ti uccido». Consegna le fotografie e un filmato girato in casa come prova di quanto afferma. Nel video si vedrebbe l’indagato visibilmente agitato, mentre prende una borsa, la scaraventa a terra e ne fa uscire il contenuto.È dall’analisi di questi elementi che è scattata l’inchiesta per atti persecutori. Il pm Francesca Urbani chiede il carcere, mentre il Gip Lorenzo Chiaramonte il 6 agosto dispone i domiciliari con il braccialetto elettronico per l’agente. Cinque giorni dopo, però, la valutazione cambia.Non perché le accuse siano cadute: il giudice scrive che le dichiarazioni dell’indagato «non sono decisive», che la ricostruzione della prima ordinanza «non è stata sostanzialmente scalfita» e che restano «gravi indizi». Ma le indagini difensive avrebbero fatto emergere...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Palermo. Lui, lei e la relazione tossica. «Ossessioni reciproche»
Il Gip revoca i domiciliari a un ispettore della Polstrada, indagato per maltrattamenti all’ex compagna. Misura attenuata dopo le testimonianze raccolte dalla difesa







