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«La più grande opera pubblica mai progettata in Occidente partirà già quest’anno se arriverà il vaglio di legittimità della Corte dei conti. Se sarà avviato quel cantiere, per l'ingegneria italiana e per il Paese l’immagine varrà per i prossimi cinquant'anni». Il vicepremier Matteo Salvini non arretra di un passo rispetto alla volontà di realizzare il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. E non lo spaventa la mole di prescrizioni imposte dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e vincolanti per la fase di progettazione esecutiva: «Sono le normali procedure relative alle grandi infrastrutture e il Ponte è la più grande delle opere, paragonabile forse alle Piramidi, come ha detto recentemente il più famoso egittologo al mondo».

Ma a incalzare il ministro dei Trasporti – e sembra un paradosso – è l’associazione “Amici del Ponte”, che chiede risposte concrete. «Dopo decenni di discussioni, rinvii e battaglie politiche, Calabria e Sicilia hanno bisogno di date certe. Chiediamo al ministro Salvini di indicare pubblicamente, mese per mese, quali passaggi devono ancora essere completati, quali amministrazioni ne sono responsabili e quali siano le scadenze da rispettare».