Aziende innovative, cognomi celebri e accuse pesanti finite sulla stampa americana a poche ore di distanza: i casi Wondermind e Phia
Due startup con due cognomi molto noti coinvolti sono finite, a poche ore di distanza, al centro di accuse pesanti. Il primo caso coinvolge Selena Gomez e Wondermind, progetto per migliorare la salute mentale fondato dalla cantante e attrice insieme alla madre Mandy Teefey e all’imprenditrice Daniella Pierson, tutte citate in giudizio da un gruppo di investitori. Dall’altra c'è Phia, l’app di shopping basata sull’AI creata da Phoebe Gates, figlia di Bill e di Melinda French, insieme a Sophia Kianni: un caso più grave, che può avere risvolti penali, e per il quale lo scenario peggiore prevede anche pene detentive, fino a un massimo teorico di 20 anni.
Il caso WondermindPartiamo dall'episodio che coinvolge Selena Gomez. Wondermind era partita con ambizioni notevoli: contenuti, podcast, film, strumenti digitali e una futura app dedicati alla «mental fitness». Nel 2022 aveva raccolto 5 milioni di dollari e raggiunto una valutazione nell'ordine dei 100 milioni. Gomez rappresentava una parte importante del progetto: gli investitori sostengono che fosse stata presentata come una figura attivamente coinvolta nella costruzione e nella promozione della società, potendo contare su oltre 500 milioni di follower sui social (Selena è il profilo femminile più seguito in assoluto su Instagram, con un esercito di oltre 400 milioni di seguaci).










