La promessa di una piattaforma innovativa dedicata al benessere emotivo e alla salute mentale si è trasformata in un duro contenzioso che minaccia non solo i bilanci, ma anche la reputazione imprenditoriale di una delle celebrity più influenti del pianeta.

Cinque investitori hanno presentato una causa nello Stato del Delaware contro la cantante e attrice Selena Gomez, sua madre Mandy Teefey, la cofondatrice Daniella Pierson e la società Wondermind Global. La richiesta economica avanzata dai querelanti ammonta a 1,2 milioni di dollari, oltre a spese legali e ulteriori risarcimenti, per presunte false rappresentazioni, negligenza e omissioni materiali nella gestione del progetto.

Secondo gli atti depositati, Wondermind sarebbe stata finanziata sulla base di assicurazioni e impegni che non avrebbero trovato riscontro nella pratica operativa dell’impresa. I finanziatori sostengono di essere stati indotti a puntare sul progetto confidando in un elevato coinvolgimento, sia operativo sia promozionale, di Selena Gomez, oltre che in una struttura societaria e in prospettive commerciali che, a loro dire, non si sarebbero concretizzate.

L’addebito più gravoso sotto il profilo reputazionale per l’artista è quello di “totale negligenza” (total negligence), condotta che, secondo i querelanti, avrebbe inciso in modo significativo sulle difficoltà crescenti della società. Sebbene si tratti di accuse non ancora vagliate in sede giudiziaria, la vicenda sposta il baricentro dalla narrazione sul benessere psicologico ai temi della governance e del divario tra il valore simbolico del brand e la sua effettiva sostenibilità sul mercato.