Drone in volo sulla Lettonia abbattuto dai caccia italiani(Guido De Franceschi) Ancora sconfinamenti di droni, ieri, nei cieli (e sul terreno) di Paesi che fanno parte dell’Unione europea e della Nato. In Romania, non individuato dai radar perché volava a bassissima quota, se n’è schiantato uno in una zona boschiva a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, senza provocare alcun danno. E un altro è stato colpito nei cieli della Lettonia da uno dei due Eurofighter italiani decollati dalla base di Siaulai in Lituania per neutralizzarlo. In appoggio a due caccia dell’Aeronautica militare, che partecipano a una missione della Nato a protezione dei Paesi baltici, si sono alzati in volo dall’Estonia anche due F-16 turchi.È impossibile per ora verificarlo, ma si trattava forse di un drone ucraino deviato dai jammer di Mosca, dal momento che ieri Kiev ha condotto un altro raid con velivoli senza pilota contro il porto di Ust-Luga nella regione di Pietroburgo, che questa estate è già stato bersaglio di altri attacchi. In ogni caso, le autorità lettoni hanno affermato che lo sconfinamento di un drone nei propri cieli è «l’esito della guerra elettromagnetica russa». E la ministra degli Esteri di Riga, Baiba Braze, ha ringraziato l’Italia per «aver difeso l’integrità dello spazio aereo alleato». Già in giugno un Rafale francese aveva abbattuto, sempre nei cieli lettoni, un altro drone e in maggio era stato invece un F-16 romeno a neutralizzarne uno che aveva violato lo spazio aereo dell’Estonia.Intanto ieri la Russia ha respinto l’ipotesi di sospensione degli attacchi su obiettivi non militari e navi civili nel Mar Nero. La proposta era stata avanzata l’altro ieri dall’Ucraina, che si trova in difficoltà nell’esportare la sua consistente produzione di grano. E tale moratoria era stata caldeggiata, in un’intervista, anche dal capo della diplomazia turca Hakan Fidan. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha detto: «Ci troviamo regolarmente, diverse volte al mese, di fronte a sfacciati atti di terrorismo compiuti da droni ucraini nel Mar Nero contro navi civili dei Paesi costieri» e, «di conseguenza, non vediamo alcuna ragione per adottare soluzioni parziali che si limiterebbero a concedere al regime di Kiev una tregua temporanea». Zakharova ha poi ripetuto che «una soluzione sostenibile e duratura della crisi ucraina è possibile soltanto se ne vengono eliminate le cause profonde». E sempre ieri il suo capo Sergey Lavrov ha spiegato di aver contattato il dipartimento di Stato americano per interpellarlo sul fatto che Washington «è molto più profondamente coinvolta nell’organizzazione ed esecuzione di attacchi in profondità in territorio russo contro obiettivi civili». Lavrov ha detto di essere in attesa di una risposta.Continua intanto la gragnuola di attacchi russi sull’Ucraina. Dodici le regioni colpite nella notte tra giovedì e venerdì e poi nella giornata di ieri. A Kramatorsk, vicino alla linea del fronte, una bomba planante ha colpito un edificio residenziale di dieci piani (un morto e numerosi feriti), mentre un drone che si è abbattuto nell’area di Sumy ha ucciso una donna di 29 anni e suo figlio di 9, ferendo gravemente anche il padre e la nonna del bambino.Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al termine di una riunione del Comando supremo delle forze armate ha detto che «l’intelligence ha fornito informazioni aggiornate sui nuovi piani della Russia». E ha aggiunto: «Stiamo preparando contromisure e risposte asimmetriche». Ieri, Kiev ha colpito nella regione di Tver, a nord di Mosca, un altro magazzino di Wildberries, l’«Amazon russa», che è ormai un bersaglio abituale.Questa volta, però, i danni sarebbero modesti .