Interrogatorio bis per il faccendiere che ha confessato di essere il mandante dell'attentato. Il presunto complice Tavares pronto a tornare. Ma la segretaria del Pd, che il 18 ottobre scorso accusò subito la destra, ancora tace
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Valter Lavitola vuole essere riascoltato dai magistrati. La sua difesa sta valutando un nuovo interrogatorio dopo quello di garanzia. Al centro c’è anche l’aggravante del metodo mafioso contestata all’ex editore e imprenditore e che la stessa difesa punta a far cadere davanti al Tribunale del Riesame. La relativa richiesta sarà depositata a inizio della prossima settimana e l’udienza potrebbe essere fissata tra la fine di agosto e i primi di settembre. Com’è noto, Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci.
Adesso, però, gli inquirenti vogliono sentire anche il giornalista Rai. La procura di Roma sarebbe intenzionata ad ascoltare il conduttore di Report come persona informata sui fatti. Servirà a chiarire una serie di contraddizioni del racconto di Lavitola, dal movente alla possibilità che Ranucci sapesse qualcosa di quanto veniva preparato. E qualche certezza in più potrebbe arrivare anche da Gomes Tavares, su cui spicca il mandato d’arresto per gli stessi reati di Lavitola, che ieri sera al Tg1 ha detto di non credere che l’amico Lavitola lo abbia scaricato e di «essere pronto a tornare» dal Camerun. Fin qui la cronaca.











