HomeLa SpeziaCronacaViseggi, finestra aperta sul cosmo. Il sogno realizzato di dieci visionariLa parabola quarantennale degli Astrofili: dalle prime riunioni di pura teoria ai più sofisticati telescopi. La cupola dell’osservatorio fatta a mano. E poi l’inaugurazione, nel 1989, alla presenza di Margherita Hack .L’ingresso dell’osservatorio astronomico del monte ViseggiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl significato del toponimo è, letteralmente, "luogo da cui guardare". Quale sito dunque poteva essere migliore di quel monte, che sovrasta la città di Spezia e dista mezz’ora dal suo centro, per salire a scrutare il cielo e a studiare le sue stelle? Sede di un castagneto prima – alla metà dell’’800 – e di una batteria militare poi – a partire dagli anni trenta del ‘900 –, ci sono voluti nove anni di lavoro da parte dei primi soci dell’Associazione astrofili spezzini perché il monte Viseggi ospitasse sulla sua sommità lo storico osservatorio ’Luciano Zannoni’ e il ’Fiammetta’, seconda cupola del parco.

"Erano i primi anni ‘80, allora eravamo una decina di ragazzi delle superiori legati dall’amore per l’astronomia e abbiamo deciso di costituire questa associazione – spiega Giampiero Cattoi, tra i soci fondatori –. Avevamo la sede dove ora c’è il museo Lia: un’aula dove ci riunivamo ogni venerdì per parlare delle teorie più accreditate. All’inizio non avevamo neanche un telescopio portatile e le nostre erano discussioni puramente teoriche, ma con il passare degli anni ci siamo dotati di un primo piccolo strumento: un ’newton’ di un centimetro di diametro. È con quello che abbiamo iniziato a farci conoscere sul territorio: abbiamo organizzato i primi campeggi astronomici sul monte Argenia, poi sui Prati di Logarghena".