L’attrice Elisabetta PozziRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSarà la tragedia "Fedra" interpretata da un’intensa Elisabetta Pozzi, martedì alle 21.15, a chiudere il calendario del settantesimo Plautus Festival all’arena di Calbano di Sarsina. L’eroina tragica di Euripide viene qui rappresentata nella versione di Ghiannis Ritsos (traduzione di Nicola Crocetti), che si ispirò alla figura dell’infelice moglie di Teseo, innamoratasi del figliastro Ippolito, per comporre uno dei monologhi di Quarta dimensione, il ciclo poetico che il grande poeta greco scrisse nei giorni dell’esilio cui lo costrinse la dittatura dei colonnelli.
"La Fedra di Ritsos - spiega il regista Francesco Biagetti -, è immersa in una quotidianità dai tratti contemporanei, e tuttavia il suo racconto si dispiega in un tempo sospeso e dilatato, in cui riverberano occulti e oscuri echi della natura e dell’inconscio; è un carattere lucido e contraddittorio, in continua oscillazione tra l’altezza della parola mitica con cui ripercorre la sua vicenda, e l’incomunicabilità tutta terrestre e concreta di un amore impossibile, che si consuma dentro una infinita solitudine".
"Ma Fedra – aggiunge Biagetti -, archetipo oscuro che attraversa tutta la letteratura occidentale, da Euripide a Seneca, da Racine fino a D’Annunzio, diventa, nelle parole di Ritsos, anche una straordinaria metafora dell’amore travagliato del poeta per la sua patria, del muro di incomunicabilità tra lo scrittore e la sua terra, oppressa dal regime. Un testo di abbacinante poesia e bellezza, antico e contemporaneo al tempo stesso, che l’eccezionale interpretazione di Elisabetta Pozzi arricchisce di infinite e struggenti sfumature".






