ROVOLON (PADOVA) - Viene dimessa dall’ospedale dopo avere subìto un intervento chirurgico e poche ore dopo accusa un improvviso malore. Ricoverata d’urgenza in Terapia intensiva, si spegne l’11 agosto dopo nove giorni di agonia, stroncata da un’emorragia cerebrale. Ora i famigliari di Sonia Rebecca, 62 anni, residente a Rovolon, cittadina dei Colli Euganei, vogliono vederci chiaro.

Gli interrogativi Ieri pomeriggio, dopo la celebrazione del funerale, la sorella Teresita si è recata dai carabinieri per presentare un esposto in cui ha richiesto la sospensione della procedura di cremazione della salma, com’era espressa volontà di Sonia Rebecca, prevista entro le prossime 48 ore. Assistita da un avvocato, la donna procederà poi alla nomina di un medico legale di parte per eseguire accertamenti autoptici che facciano piena luce su una vicenda che ha sollevato una serie di interrogativi nei congiunti della 62enne. «Mia sorella è entrata in ospedale il 30 luglio per sottoporsi a un’operazione alla carotide – racconta Teresita Rebecca –. È stata dimessa il 2 agosto, trascorso il normale decorso post-operatorio dell’intervento». L’uscita dall’ospedale ritarda però di qualche ora rispetto a quanto era stato comunicato all’inizio ai famigliari che erano andati a prenderla. «I medici ci hanno detto che aveva la pressione troppo alta e hanno preferito trattenerla – prosegue la sorella –. Poi la situazione si è normalizzata è alle 18 è arrivata a casa». Poche ore dopo, il dramma. Attorno alle 20.30, Sonia Rebecca inizia ad accusare forti dolori alla testa, dice alla sorella di «sentirsi scoppiare». Immediatamente viene allertato il 118 che interviene con un’ambulanza e successivamente anche con un’auto medica. Mentre i mezzi di soccorso sono in viaggio a sirene spiegate verso l’abitazione della donna, la situazione precipita. «Sonia è praticamente entrata in coma – racconta ancora la sorella -; io l’abbracciavo e le sorreggevo la testa». La 62enne viene intubata direttamente sull’autolettiga, poi la corsa verso l’ospedale Sant’Antonio di Padova. All’arrivo il suo quadro clinico appare gravissimo. Nonostante il prodigarsi dei medici, Sonia Rebecca si spegne nove giorni dopo alle 10.30. «Io non voglio lanciare accuse contro nessuno – tiene a precisare la sorella -, ma tutti noi, i suoi tre figli per primi, vogliamo che sia fatta chiarezza sulle cause della sua morte. Vogliamo cioè capire se quella pressione troppo alta che ne ha determinato un ritardo nella dimissione il 2 agosto, e che è poi rientrata nei parametri normali, possa avere qualche relazione con l’emorragia cerebrale che ce l’ha portata via». Da qui la decisione di bloccare la cremazione della salma fino a quando non verranno effettuati gli accertamenti medico-legali richiesti dai suoi congiunti.Chi era Assieme alla sorella Teresita, Sonia aveva gestito dal 2003 al 2018 la Caffetteria Berchet di Padova. Poi le due donne avevano scelto di lasciare l’attività per accudire l’anziana madre, venuta a mancare sei mesi fa all’età di 92 anni. «Era una persona aperta al mondo e alla gente, solare e con un profondo senso di solidarietà verso il prossimo – la ricorda la sorella –. Quando aveva rinnovato la sua carta d’identità, aveva autorizzato l’espianto degli organi. Aveva un carattere molto forte e dinamico. Come me, era una grandissima appassionata di rally. Assieme abbiamo anche partecipato ad alcune competizioni». Oltre alla sorella Teresita e al cognato Francesco, Sonia Rebecca lascia i figli Melissa, Gianmarco e Pierfilippo e i nipoti Margherita, Ludovica e Pietro. «Siamo tutti sconvolti da questa tragedia che si è consumata così rapidamente – conclude la donna – e vogliamo sapere con assoluta certezza cosa ha portato mia sorella alla morte».