Una serata dedicata alle donne rimaste ai margini della storia della musica. Il 23 agosto alle 22, in piazza Gramsci a Villasimius, il festival “Ideario Storie” ospita Beatrice Venezi. Direttrice d’orchestra, pianista, compositrice e divulgatrice, presenterà “Le sorelle di Mozart”, un viaggio tra il talento e le vite delle musiciste cancellate dal racconto ufficiale.

Maestro Venezi, che donne racconta nel suo libro?

«Hanno tutte storie diverse: di successo, di insuccesso personale, di rivalutazioni postume. Hanno però un comune denominatore che le accomuna un po' tutte; intanto, il peso specifico di ognuna di loro e, allo stesso tempo, la difficoltà che hanno avuto nell'imporsi. Ildegarda di Bingen per me è stata un'epifania, una donna straordinaria il cui genio da molti viene addirittura accostato a quello di Leonardo. Un Leonardo al femminile del XII secolo che spaziò dalla musica, alla fisica, alla scienza medica e che inventò una lingua. Si passa attraverso il Barocco, che è stata un'isola felice per le donne, tant'è che troviamo Francesca Caccini, la musicista più pagata dell’epoca, addirittura più dei suoi colleghi uomini, e la prima a comporre un'opera. Dal classicismo in avanti, la storia ci consegna “sorelle di” e “mogli di”, cioè donne ricordate per una qualche forma di parentela con un musicista ben più celebrato, come Nannerl Mozart, Fanny Mendelssohn, Clara Schumann».