Di: Il Quotidiano - Chiara Piccaluga / Tieffe La foschia che venerdì mattina ha velato il Piano di Magadino e le nubi grigiastre osservate nel Locarnese e nel Mendrisiotto non erano dovute a un fenomeno meteorologico. A raggiungere il Ticino è stato infatti il fumo degli incendi che da alcuni giorni interessano il Comasco e l’alto Piemonte, trasportato verso nord dalle correnti atmosferiche e con effetti misurabili anche sulla qualità dell’aria.L’odore di bruciato si è fatto sentire in diverse regioni del cantone. Nel Sopraceneri il fumo proveniente in particolare dalla Val d’Ossola ha raggiunto dapprima il Locarnese e il Piano di Magadino, per poi spostarsi rapidamente verso il Bellinzonese.“Principalmente nel Locarnese e sul piano di Magadino. Nel giro di due ore, dal Locarnese ha raggiunto la stazione di misura di Giubiasco. Abbiamo avuto delle concentrazioni di polveri fini attorno ai 100 microgrammi per metro cubo, che corrispondono a dei valori che normalmente misuriamo durante una giornata invernale”, ha spiegato al Quotidiano Ivan Maffioli, collaboratore scientifico dell’Ufficio della sicurezza dell’aria e del suolo.L'innalzamento dei livelli delle polveri fini venerdì 14 agostoRSINel corso della mattinata, l’aumento delle polveri fini è stato rilevato anche nel Sottoceneri. In questo caso a incidere è stato soprattutto l’incendio divampato giovedì pomeriggio nei boschi sulle pendici del Monte Goi, a ridosso della città di Como. Il fumo ha raggiunto Chiasso, Mendrisio e il Luganese, con picchi registrati anche a Bioggio.A determinare gli spostamenti sono le correnti d’aria. Stefano Zanini, di MeteoSvizzera Locarno Monti, ha spiegato che giovedì pomeriggio i venti meridionali hanno trasportato verso il Sopraceneri il fumo proveniente dalla regione di Verbania, mentre durante la notte l’afflusso di aria dalla Pianura Padana ha favorito l’arrivo nel Sottoceneri di quello prodotto dagli incendi del Comasco.Diverse correnti hanno spinto i fumi dal Piemonte e dal Comasco, rispettivamente nel Sopraceneri e nel SottoceneriRSILa situazione è destinata a durare ancora fino a domenica. “Per oggi e domani cambierà poco, specialmente nelle ore calde della giornata avremo condizioni favorevoli al rientro di questi fumi verso la nostra regione”, ha detto Zanini. Un primo miglioramento potrebbe arrivare domenica, quando eventuali temporali potranno contribuire a rimescolare e ripulire la massa d’aria. Da lunedì, con l’arrivo del vento da nord, il fumo dovrebbe invece essere spinto nuovamente verso la Lombardia.Como, l’incendio è sotto controlloSoltanto dopo circa 30 ore di lavoro, vigili del fuoco e volontari della Protezione civile sono riusciti a fermare nel pomeriggio di venerdì l’incendio che nella notte ha distrutto un intero versante del Monte Goi sopra Como. L’allerta resta comunque altissima - tanto che gli sfollati delle palazzine evacuate nella notte non sono ancora rientrati - e non solo per la possibilità che qualche focolaio possa riattivarsi; a preoccupare sono le condizioni del vento. Giovedì sera, proprio il vento ha trasportato cenere e residui di combustione a tre chilometri di distanza in linea d’aria, arrivando fino ai Comuni del primo bacino del lago, da Cernobbio a Moltrasio, anch’essi circondati da ampie zone di verde ad altissimo rischio, vista la siccità e le temperature torride delle ultime settimane. Como, emergenza incendi sul monte GoiTelegiornale 14.08.2026, 12:30
Dal Comasco e dal Piemonte una nube di fumo sul Ticino - RSI
Fumo da incendi in Comasco e Piemonte raggiunge il Ticino: polveri fini oltre i 100 µg/m³. La situazione non cambierà fino a domenica; miglioramento atteso da lunedì.







