Nigel Farage è il re di Clacton, lo è da quindici anni e lo è rimasto anche dopo le elezioni suppletive di giovedì, in cui se l’è vista contro 33 candidati surreali di cui il più temibile era Count Binface, tipo Er Monnezza, un cavaliere mascherato da bidone che ha comunque raccolto un dignitosissimo 27 per cento. Farage ha vinto, ma non si è messo in salvo: il 7 luglio scorso ha deciso di andare al voto per dare la parola agli elettori sulla spinosa faccenda dei 5 milioni di sterline ricevuti in dono da un miliardario di criptovalute, Christopher Harborne, prima delle elezioni del 2024, e sulle attività poco fragranti di persone a lui legate, tra cui il fido George Cottrell, detto “Posh George”, che ha un po’ di frodi all’attivo nonché la capacità di muovere enormi somme per conto terzi – 20 milioni nel 2024 secondo il Financial Times – scommettendo sulla rielezione di Donald Trump. Solo che ora la parola è tornata agli inquirenti, che la settimana prossima interrogheranno Farage e che, se avranno conferma di irregolarità, la passeranno al comitato sugli standard parlamentari. E da lì si potrebbe tornare di nuovo alle urne, a Clacton-on-sea, derelitta cittadina costiera anziana, bianca e povera, culla della Brexit e tra le prime ad accogliere un deputato di Ukip quando Douglas Carswell fece il salto dai Tories nel 2014. Solo che i tempi cambiano, e così come non è detto che con il cambiamento climatico la località non ritrovi un suo certo vigore turistico – chissà che non diventi una nuova Capalbio, un giorno, o una Ibiza – non è neppure detto che i fedelissimi non perdano la pazienza nei confronti di Farage, nonostante le bandierine pro-Nigel appese alle finestre che i media britannici hanno mostrato a volontà nelle ultime settimane.Lui ha avuto mille voti in più rispetto all’ultima volta, e non è tanto se si pensa che se la vedeva con una serie di candidati assurdi e farseschi, che si sono fatti avanti probabilmente solo per costringerlo a salire sul palco insieme a loro al momento della vittoria, come fosse la recita della parrocchia o un carro del carnevale. Farage sul palco non è voluto salire, citando motivi di sicurezza che gli sarebbero stati suggeriti dalla polizia, la quale però ha smentito. La photo opportunity da stupido l’ha saltata, astutamente, e ha rinunciato a fare il discorso di accettazione che pure aveva preparato, limitandosi a un sintetico: “Gli elettori di Clacton hanno fatto il dito medio all’intero establishment politico”. Temeva torte in faccia o minacce serie, come quelle rese spaventosamente reali dalla violenta morte di Ann Widdecombe in casa sua? Non si sa, ma intanto all’orizzonte, per l’indistruttibile Farage, uno che è sopravvissuto a un tumore ai testicoli e a un incidente in elicottero, c’è il rischio di vedersela con i candidati seri che i partiti sicuramente schiereranno qualora si dovesse tornare al voto.Il Labour di Andy Burnham sta avendo un rimbalzo felice nei sondaggi ed è tornato a essere il primo partito, ma anche i Tories di Kemi Badenoch si sono ormai stabilizzati e sono al 20 per cento circa. Non solo: lei, donna e nera, non dispiace affatto agli elettori di Reform, partito che a settembre scorso spaventava con il 32 per cento e che ora è sceso al 24. Adesso ha anche alle calcagna il nuovo Restore Britain del suo ex deputato Rupert Lowe, ancora più di destra – vuole la pena di morte, lui, e la possibilità per tutti i gioiellieri Roggero del Regno di sparare indisturbati – e in strisciante ascesa nell’elettorato di ultradestra. Per mandare davvero un messaggio forte e chiaro a Westminster e non farsi accusare di aver speso soldi pubblici per un voto inutile, Farage aveva bisogno di percentuali bulgare – il 63 per cento non lo è, soprattutto se dall’altra parte non c’è nessuno – e di un’affluenza alta. Il 44 per cento è dignitoso per questo tipo di voto ma non denota una mobilitazione di massa.Doveva essere un gol a porta vuota, nonostante una scheda elettorale lunga 90 centimetri, ma si è rivelato qualcosa di più sfumato, anche perché Reform continua ad avere un problema di classe dirigente litigiosa e inadeguata. Sull’indagine, Farage ha messo le mani avanti, dicendo che “potrebbe essersi dimenticato di riempire un formulario” per dichiarare i 5 milioni che gli sono stati dati per la security ma anche come ricompensa per i 27 anni della sua vita spesi a lottare per la Brexit. Per il resto si è fatto insolitamente laconico.