Il suono del consenso
Stefano Giordano
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C’è un video che in queste ore rimbalza in rete, insistente come un rimorso. Aula magna della Corte di Cassazione, 25 ottobre 2025, assemblea generale dell’Associazione nazionale magistrati: Sigfrido Ranucci fa il suo ingresso e la sala si alza in piedi. Applausi scroscianti, interminabili — ironizzò lui stesso sul più lungo applauso mai dedicato a un plurindagato — e poi toghe in fila per un selfie, a immortalare il personaggio televisivo come a un firmacopie.
Ora che Valter Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato — commesso, sostiene, «per il suo bene» — quel filmato torna a circolare come atto d’accusa contro l’ospite. Sbagliato: Ranucci non è indagato per quella vicenda e il garantismo vale anche per chi non ci è simpatico. No, quel video è uno specchio. E riflette chi applaudiva.












