“La stabilità che questo governo ha assicurato ha permesso all’Italia di affrontare con maggiore sicurezza la più difficile congiuntura degli ultimi decenni. L’economia italiana sta tenendo bene e i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti. Il Pil pro capite è cresciuto rispetto al 2022 di quasi 4.500 euro“. In un’intervista ferragostana al quotidiano Milano Finanza, Giorgia Meloni magnifica i presunti successi economici del governo scaricando le responsabilità per ciò che non funziona. Rispondendo alle domande non proprio feroci del direttore Roberto Sommella (che loda la sua “forza di volontà” nell’aver smesso di fumare), la premier insiste sui pochi indicatori positivi e ripete i soliti alibi per i molti negativi: la crescita tra le più basse d’Europa “sconta un annoso problema di bassa produttività del lavoro“, legato a una “struttura produttiva fatta principalmente di micro e piccole imprese. Servono molti anni per invertire questa tendenza”. Il debito pubblico che fatica a scendere, invece, è colpa della “situazione catastrofica ereditata” dal Superbonus, “un disastro che il governo Pd-M5s ha abbattuto sui conti” (e pazienza se le proroghe sono state votate pure da FdI).
è ancora "colpa del Superbonus"
In un'intervista ferragostana la premier magnifica i presunti successi economici del governo













