Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiAccrual, la road map lascia agli enti locali più dubbi che certezze. Con la legge di conversione del D.L. 107/2026 (attesa a breve in Gazzetta Ufficiale) ha preso ufficialmente il via il c.d. “periodo di transizione” che dovrebbe condurre all’applicazione a regime delle nuove regole contabili definite dalla riforma 1.15 del Pnrr, prevista a partire dal 2030. In questi anni dovrà essere avviata una sperimentazione più operativa e soprattutto calibrata sulle specificità dei diversi comparti, ma al momento non sono ancora state individuate le amministrazioni coinvolte né definite le regole di ingaggio.

Il contesto di riferimento

Il c.d. “periodo preparatorio” della riforma ha portato alla definizione della nuova architettura (quadro concettuale, ITAS e piano dei conti multidimensionale), la cui applicazione concreta è stata testata una prima volta nella fase pilota, culminata con l’invio degli schemi di bilancio 2025 riclassificati in chiave accrual attraverso l’utilizzo dei modelli di raccordo adottati con la determina 129/2025 del Ragioniere generale dello Stato. Tale adempimento (che, pur non essendo presidiato da sanzioni specifiche, ha visto un tasso di adesione molto alto) è stato confermato anche per i prossimi anni dal D.L. 107 per la generalità degli enti già coinvolti nella fase pilota. In base alla nuova disciplina, prossimamente partirà una sperimentazione più mirata in quanto strutturata per gruppi omogenei di amministrazioni che adottano il medesimo quadro di principi e regole contabili.