Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCon il DL n. 107/2026, si completa il quadro normativo della contabilità accrual (riforma 1.15 del Pnrr) e si fissa la roadmap per l’avvio a regime dal 1/1/2030. Per gli enti locali le cose cambiano molto.
Il superamento della matrice di correlazione e i nuovi standard Itas
Innanzitutto, tramonta (non da subito, ma dalla fine della fase pilota) la concezione che la contabilità economico-patrimoniale possa derivare efficacemente da quella finanziaria, tramite una matrice di correlazione, come regolato dall’all. 4/3 al D.Lgs. 118/2011. Per il vero, tale concezione era nata molto prima con la penultima riforma del D.Lgs. 77/1995 che introdusse il c.d. «prospetto di conciliazione» in sede di rendiconto della gestione annuale. La contabilità accrual nasce autonoma, indipendente, con riferimento ai principi internazionali del settore pubblico Ipsas e sulla base di una direttiva Eu (n.85/2011). In altri termini, essa presenta fondamenta solide, per due motivi: 1) perché è costruita su input europeo; 2) perché è previsto un rigoroso processo di statuizione e di aggiornamento degli standard contabili Itas. In pratica, questi ultimi vengono definiti da una Commissione indipendente, lo Ssb; poi sono approvati, previa consultazione interna ed esterna, dal Comitato Direttivo, che fa parte della Struttura di Governance presso il Mef; infine, avviene il recepimento con un decreto ministeriale.







