Negli A-level britannici arti e materie umanistiche sono scese dal 40% a poco più di un quarto delle iscrizioni in dieci anni. Intanto le università tagliano corsi e docenti soprattutto negli atenei meno prestigiosi: così studiare il Bardo, gli altri classici, le lingue e la storia rischia di diventare sempre più un privilegio di classe

Aggiornato alle 14:18

“William Shakespeare is out, Isaac Newton is in”. Il Guardian ha riassunto così, in maniera un po’ tranchant, uno dei dati emersi dagli A-level di quest’anno, l’equivalente inglese del nostro esame di maturità. Gli studenti vanno bene, persino benissimo: aumentano i voti più alti e matematica resta per il tredicesimo anno consecutivo la materia più scelta. Ma la generazione che colleziona A e A* sceglie sempre più le STEM e sempre meno le arti e le materie umanistiche che rappresentano, ormai, poco più di un quarto delle iscrizioni agli esami.