Il Pil destagionalizzato torna a crescere nell’area dell’euro e accelera nell’Ue nel secondo trimestre del 2026. Secondo la stima preliminare pubblicata da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Ue, il Pil è aumentato dello 0,4% nell’area dell’euro e dello 0,5% nell’Ue, dopo un primo trimestre in cui era rimasto stabile nell’area dell’euro ed era aumentato dello 0,1% nell’Ue. Guardando ai singoli Paesi, l’Italia cresce dello 0,2% nel secondo trimestre, in rallentamento rispetto allo 0,3% dei primi tre mesi dell’anno. Il dato nazionale si colloca tra i più bassi fra i 14 Paesi monitorati, davanti solo ad Austria e Romania, che registrano un Pil invariato, e in linea con Germania, Francia e Slovacchia. All’estremo opposto della classifica si posiziona invece l’Irlanda, con una crescita del 3,9%.
Riguardo ai conti pubblici italiani, la Banca d’Italia segnala un incremento del debito delle Amministrazioni pubbliche, che a giugno è salito di 26,2 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 3.207,2 miliardi. Come spiegato da Bankitalia nella pubblicazione “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”, l’aumento riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (13,3 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,8 miliardi in più, per un totale di 61,7 miliardi), nonché l’effetto combinato di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio, per complessivi 3,1 miliardi.








