“Isola pedonale permanente su una parte di Corso Mazzini a Catanzaro. Hanno deciso, lo hanno fatto come al solito senza ascoltare e confrontarsi con nessuno, anzi andando contro i commercianti di zona. La data è fissata: 15 settembre. Sennonché’ la pedonalizzazione doveva essere l’ultimo dopo un piano sulla mobilità, sul commercio e dopo un piano parcheggi (dopo quattro anni di amministrazione Fiorita siamo ancora a zero parcheggi). Nulla di tutto questo è stato fatto o verrà fatto. Qui si è deciso di cominciare dalla fine, chiudendo un segmento di Corso Mazzini”. E’ quanto afferma l’avvocato Antonello Talerico, consigliere comunale a Catanzaro.
“Cominciamo dalla data scelta”
Che aggiunge: “Cominciamo dal giorno scelto, perché racconta tutto. Il 15 settembre è il primo giorno di scuola per gli studenti calabresi ed è la vigilia della Notte Piccante. Poi il conto vero arriverà dal lunedì successivo, quando il centro dovrà reggere il traffico ordinario di una città che va a scuola e in ufficio. A meno di un anno dal voto, si tira fuori dal cassetto uno dei punti più contestati delle linee di mandato e lo si esegue con tracotanza, con la ragionevole certezza che i disagi li conteranno i cittadini e i pochi imprenditori che ancora resistono. Ma il punto più grave non riguarda il merito, riguarda il modo e a spiegarlo non è un avversario politico: è Francesco Chirillo, titolare del Caffè Imperiale e portavoce di molti altri commercianti. Il Comune comunica il 14 agosto la volontà di chiudere definitivamente il corso. Tolto il fermo di Ferragosto, a chi ha un’attività su quel tratto restano nove giorni lavorativi. Nove, per decidere un investimento in dehors, trovare il personale necessario a gestire i tavoli all’aperto, ordinare tavoli e sedie, montare la struttura. Senza contare che ad oggi non si sa nulla, su come verrà disciplinata l’isola pedonale. Non si conosce il piano della viabilità. Non è mai stato mostrato un progetto, né un piano di comunicazione. Non è mai stato convocato un tavolo con le associazioni di categoria e non c’è stato alcun passaggio in Camera di Commercio. Chirillo ha dichiarato pubblicamente che aveva già chiesto, un anno fa, una sperimentazione seria e graduale e un tavolo vero, ricordando che solo per il Caffè Imperiale è in gioco il futuro economico di undici famiglie. Gli incontri promessi sono rimasti sulla carta.







